Chirurgia del pene e delle malformazioni congenite

Molte malattie del pene necessitano di un approccio chirurgico; in assenza di trattamenti medico-farmacologici risolutivi, la sala operatoria è l’unica possibilità di risolvere alcune condizioni patologiche del pene, siano esse congenite o acquisite.

È opportuna una attenta valutazione diagnostica della situazione per impostare il trattamento chirurgico migliore, sia che si tratti di situazioni apparentemente banali, sia che ci troviamo di fronte a problematiche complesse.

Ogni intervento chirurgico sui genitali può essere fonte di complicanze e insoddisfazione per il paziente; pertanto è fondamentale una corretta programmazione dell’intervento e di gestione del post-operatorio.

a. Circoncisione per fimosi 

Il mancato scorrimento del prepuzio che non consente di scoprire il glande nonpuò essere gestito in modo do verso dalla circoncisione. L’intervento avviene in anestesia locale e prevede la rimozione della parte di cute ristretta. Intervento in regime ambulatoriale della durata di pochi minuti con rapida ripresa.

b. Circoncisione per lichen sclerosus 

Il lichen è una malattia infiammatoria cronica progressiva della cute che porta al restringimento e all’irrigidimento del prepuzio, con rischio di lacerazioni e sanguinamenti cutanei. È indispensabile la circoncisione per arrestare il processo di retrazione cutanea, insieme all’utilizzo di farmaci antinfiammatori

c. Resurfacing del glande per lichen sclerosus 

Nel caso in cui il processo infiammatorio del lichen interessi anche il glande, si possono avere situazioni di dolore penieno, sanguinamento, insensibilità e restringimento del meato uretrale.

In questo caso proponiamo l’asportazione della superficie mucosa malata del glande, che viene ricoperto con tessuto cutaneo prelevato dallo stesso paziente (generalmente dalla coscia). I risultati sono ottimi sia dal punto di vista estetico che funzionale

d. Frenuloplastica in allungamento 

Quando il “filetto” è troppo corto, si possono avere trazioni eccessive sul glande, con dolore durante i rapporti e rischio di rottura con sanguinamento (è un falso mito che il frenulo debba rompersi al primo rapporto).

Con un intervento di pochi minuti in anestesia locale, si può allungare il frenulo, in modo da evitare la trazione del glande quando il prepuzio viene tirato giù a scoprire il glande. È richiesta l’astensione dall’attività sessuale per qualche giorno; si utilizzano punti di sutura che si riassorbono da soli

e. Asportazione di condilomi

Espressione di una infezione da papillomavirus, i condilomi hanno un alto potere di contagio e spesso recidivano.

È indispensabile asportarli radicalmente e selettivamente dalla cute degli organi genitali, mediante una procedura ambulatoriale in anestesia locale, eventualmente con esame istologico per la conferma diagnostica e la tipizzazione del virus.

f. Addominoplastica per pene nascosto

In caso di obesità, il pene può risultare nascosto e incarcerato dal grasso addominale e perigenitale; spesso insorgono infezioni croniche, con rischi di salute anche gravi, e retrazioni cutanee.

È indispensabile procedere ad una esteriorizzazione del pene con contestuale rimozione del grasso perigenitale in eccesso e fissazione della cute ai piani profondi, con eventuale ricopertura del pene quando la cute sana risulta insufficiente.

g. Allungamento del pene mediante sezione del legamento sospensore

Il legamento sospensore è uno strato di tessuto fibroso che mantiene il pene ancorato al pube. La sua sezione consente alla porzione libera del pene di sporgere maggiormente rispetto al piano addominale, dando una sensazione di maggior lunghezza.

È un intervento mini-invasivo in anestesia locale che permette il guadagno di qualche centimetro di lunghezza.

h. Allargamento del pene mediante liposcultura-lipofilling

Il tessuto adiposo prelevato dall’addome può essere trattato e utilizzato per allargare il calibro del pene. Il tessuto prelevato viene iniettato con apposite microcanule nello strato sottocutaneo del pene.

La procedura è sicura, non ci sono rischi di rigetto, in quanto si utilizza tessuto autologo (cioè del paziente stesso), né rischi per l’erezione, in quanto la procedura non interessa il tessuto erettile.

i. Raddrizzamento del pene per incurvamento congenito

Le deformità del pene dalla nascita possono essere corrette unicamente mediante un intervento chirurgico; si tratta della cosiddetta corporoplastica che permette, mediante una tecnica originale, descritta proprio dagli urologi di Androteam, di garantire il comleto raddrizzamento, senza compromettere la funzionalità del pene in termini di erezione o di sensibilità.

j. Ricostruzione del pene per micropene

Se il pene non ha un adeguato sviluppo dimensionale per malformazioni congenite, è possibile ricorrere ad una ricostruzione funzionale completa, per permettere alla persona di avere una vita sessuale normale ed una minzione regolare. 

k. Ricostruzione del pene per amputazione traumatica

In caso di incidenti con perdita parziale o completa del pene, è possibile ricorrere ad una ricostruzione funzionale completa, per permettere alla persona di avere una vita sessuale normale ed una minzione regolare.

l. Ricostruzione del pene per disforia di genere femmina -> maschio 

In caso di disforia di genere, con desiderio di transizione da femmina a maschio, è possibile ricorrere ad una ricostruzione funzionale completa di un fallo sensibile, mediante interventi stadiati, per permettere alla persona di avere una vita sessuale normale ed una minzione regolare.

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