Cheloide e trattamento della cicatrice cheloidea

Trattamento del cheloide

Scritto dal dottor Andrea Parisi - Pubblicato il 14-1-2020

La cicatrice rappresenta il normale processo di riparazione di un tessuto leso a seguito di trauma o intervento chirurgico ma, in alcuni casi, può esitare in una cicatrizzazione distrofica chiamata cheloide. 

Che cos'è il cheloide?

Il cheloide è definito come una proliferazione disorganizzata di tessuto cicatriziale che si estende oltre i margini della ferita iniziale e non presenta tendenza alla regressione spontanea ma piuttosto all’espansione progressiva nel tempo.

Compare nel 5-15% delle ferite cutanee e può associarsi ad intenso eritema, prurito, aumentata sensibilità locale e/o dolore.

Quali sono le cause del cheloide?

La causa è tuttora sconosciuta ma sicuramente svolgono un ruolo importante fattori di rischio come la giovane età, la predisposizione genetica, il fototipo V-VI di Fitzpatrick, il sesso femminile, lo stato ormonale (pubertà e gravidanza), la tipologia di trauma (es. ustioni) e soprattutto la sede anatomica (collo, spalle, lobo auricolare e regione sternale sono regioni ad alto rischio).

La terapia del cheloide

Nonostante le ampie possibilità terapeutiche il cheloide resta una lesione tipicamente refrattaria al trattamento, presentando al tempo stesso un alto tasso di recidiva.

Le terapie attualmente a disposizione del medico sono molteplici e variamente efficaci ma, ad oggi, una terapia efficace nel 100% dei casi non è ancora disponibile. Le più usate sono:

  • Cure termali
  • Antidolorifici/antiepilettici per la gestione del dolore
  • Massoterapia ripetuta più volte al giorno/Fisioterapia attiva e/o passiva
  • Trattamento Laser
  • Crioterapia (efficacia del 51-74%)
  • Radioterapia a basse dosi (recidiva nel 50-100% dei casi)
  • Infiltrazione locale con corticosteroidi
  • Applicazione di indumenti elasto-compressivi in continuo (ove possibile)
  • Applicazione di prodotti in gel di silicone o cerotto
  • Revisione chirurgica con escissione completa

Solamente i prodotti in silicone (efficacia nel 60-99% dei casi) e le iniezioni intralesionali di corticosteroidi (efficacia nel 50-99% dei casi) sono trattamenti per i quali sussistono evidenze scientifiche sufficienti a giustificarne l’uso clinico.

Le restanti terapie, seppur valide, presentano un’efficacia interindividuale estremamente variabile e pertanto ogni caso deve essere attentamente valutato allo scopo di individuare la metodica più appropriata in un’ottica di medicina individualizzata e di precisione.

La prevenzione

La miglior arma rimane comunque la prevenzione, da attuare immediatamente a guarigione avvenuta, mediante quattro punti fondamentali:

  1. Massoterapia quotidiana
  2. Protezione dai raggi UV
  3. Idratazione più volte al giorno
  4. Occlusione della cicatrice con gel o lamine di silicone

Conclusioni

In Androteam ci occupiamo di tutto ciò che concerne la salute genitale maschile a 360 gradi.

Tra le aree di consulenza correlate, c'è quella di chirurgia plastica, a cui è possibile accedere direttamente presso il nostro Medical Center di Torino.

Vi invitiamo a contattarci per: 

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Andrea Parisi Androteam

ANDREA PARISI

Medico Chirurgo, Specializzato in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica. È membro della SICPRE (Società Italiana Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica) e responsabile regionale del PSG (Progetto Sicpre Giovani) per la scuola di specializzazione di chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica dell’università di Torino.

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