Deficit erettile

A causa dell’avanzare dell’età e dell’aumento di patologie croniche che causano disfunzioni vascolari, neurologiche, metaboliche e ormonali, l’impotenza è un problema sempre più diffuso tra gli uomini di tutte le età.

Per questo motivo, Androteam dedica moltissime risorse allo studio e alla gestione del deficit erettile, per garantire le soluzioni più all’avanguardia e innovative per risolvere il problema.

Esperti nel maneggiare tutti i farmaci a disposizione per migliorare l’erezione e la soddisfazione sessuale, il gruppo Androteam offre tutte le terapie attualmente a disposizione, mediche, fisiche, rigenerative e chirurgiche, per consentire una vera e propria “tailored therapy” ritagliata e cucita sul singolo paziente, a seconda del tipo ed entità del problema.

Per approfondire:

Definizione, cause, terapie della disfunzione erettile

Disfunzione erettile: definizione, cause, rimedi

a. Terapia medica 

Grazie all’utilizzo di semplici “pastiglie”, il deficit erettile può essere gestito con successo nella grande maggioranza dei casi. Esistono terapie da assumere “al bisogno”, cioè in previsione del rapporto, altre per l’utilizzo quotidiano.

Ogni farmaco a disposizione oggi ha caratteristiche diverse di latenza e durata d’azione, pertanto la scelta viene fatta insieme al medico sulla base delle caratteristiche e delle necessità del paziente. Gli effetti collaterali di tutte queste terapie sono molto scarsi.

b. Terapia fisica (onde d'urto) 

Approccio non farmacologico e non invasivo per la cura del deficit erettile; mediante una sonda applicata al pene che emette le onde d’urto, viene innescata una reazione di cosiddetta “neoangiogenesi”, cioè viene stimolata la crescita di nuovi vasi sanguigni che portano una maggiore quantità di sanguie al pene.

Allo stesso tempo, i vasi già esistenti vengono “ristrutturati” e il tessuto muscolare del pene diventa più elastico. Il trattamento non richiede anestesia, né analgesici e non ha effetti collaterali, poiché agisce solo a livello locale sul pene.

c. Terapia infiltrativa (prostaglandine) 

In caso di controindicazioni all’utilizzo dei farmaci orali o di mancata risposta a questi, si possono somministrare dei farmaci vasodilatatori direttamente all’interno del pene mediante una puntura, che viene chiamata FIC (Farmacoerezione IntraCavernosa).

Il farmaco viene iniettato pochi minuti prima del rapporto e produce un’erezione completa in breve tempo. Occorre una fase “preparatoria” per verificare l’assenza di effetti collaterali (il più comune è il dolore) e la dose ottimale (non si può eccedere con la durata dell’erezione così ottenuta, per via di possibili effetti collaterali sulla muscolatura del pene).

d. Terapia rigenerativa (fattori di crescita – PRP) 

Grazie all’utilizzo dei fattori di crescita, è possibile innescare nella muscolatura del pene una azione di “rinnovamento” cellulare che rigenera il tessuto cavernoso.

Questi fattori di crescita vengono prelevati direttamente dal sangue del paziente, come un comunissimo prelievo per esami ematochimici; il campione viene centrifugato e la parte “nobile” del centrifugato, contenente le piastrine, viene prelevata e attivata. I fattori di crescita così ottenuti vengono iniettati direttamente all’interno della muscolature del pene.

Non è richiesta anestesia; non ci sono effetti collaterali, né reazioni avverse, né rischi di rigetto, poichè si utilizza materiale biologico dello stesso paziente.

e. Terapia chirurgica-protesica 

In caso di grave deficit erettile, non più responsivo alle terapie mediche-fisiche-infiltrative, il modo definitivo per ripristinare l’erezione è l’impianto di una protesi, mediante intervento chirurgico.

Esistono diversi modelli, gonfiabili e non gonfiabili, la cui scelta viene fatta insieme al paziente, a seconda della sua situazione clinica e delle sue caratteristiche. L’intervento dura al massimo un’ora e richiede una notte di degenza e ha dei tassi di soddisfazione molto alti tra i pazienti e anche tra le rispettive partner.

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