Le onde d’urto per la disfunzione erettile: cosa sono, a chi servono e come si applicano

Guida alle onde d'urto per la disfunzione erettile

Scritto dal dottor Massimiliano Timpano - Pubblicato il 10 giugno 2020


La tecnologia ad onde d’urto per la disfunzione erettile è una procedura innovativa e molto recente che si sta sviluppando rapidamente, attestandosi come una delle terapie più efficaci per la soluzione dell’impotenza.

In questo articolo approfondiremo tutti gli aspetti più importanti di questo approccio, analizzandone in particolare i vantaggi, le indicazioni terapeutiche, lo svolgimento del trattamento, e le aspettative di successo.

La terapia con onde d’urto a bassa intensità 

Il trattamento con le onde d’urto a bassa intensità per il deficit erettile rientra tra le cosiddette terapie fisiche dell’impotenza.

Si tratta di onde meccaniche che vanno a colpire ripetutamente la muscolatura del pene, in seguito all’azione di un manipolo che focalizza le onde d’urto proprio a livello della muscolatura dei corpi cavernosi.

È un tipo di terapia che induce una reazione detta di neoangiogenesi: in sostanza promuove la crescita di nuovi vasi sanguigni. Con un’immagine, come se noi andassimo a ristrutturare una spugna lisa e la arricchissimo di nuovo tessuto, in questo caso di tessuto vascolare che porta maggiore sangue al pene in fase di erezione.

La terapia con le onde d’urto è una terapia di tipo ambulatoriale che si fa su un lettino del nostro studio. Si eseguono generalmente sei sedute a distanza di una settimana l’una dall’altra, e ogni seduta dura circa venti minuti. 

Non c’è bisogno di anestesia perchè è una terapia indolore, né si fa uso di antidolorifici dopo il trattamento perchè non lascia una coda di dolore.

Tra i vari vantaggi della terapia ad onde d’urto per la disfunzione erettile, quello sostanziale è che possiamo offrirla a tutti i tipi di pazienti perché non ha effetti collaterali, in quanto le onde vengono focalizzate a livello del tessuto cavernoso del pene, senza quindi dare effetti in altri distretti dell’organismo.

Quanti tipi di onde d’urto ci sono

Le onde d’urto sono un tipo di onda meccanica: quindi, tecnicamente, le onde d’urto sono tutte uguali. Quello che cambia è la sorgente delle onde d’urto. 

È la macchina che eroga le onde d’urto a conferire all’onda delle caratteristiche fisiche diverse in termini di:

  1. fuoco, cioè l’area raggiunta dall’onda d’urto;
  2. penetrazione, cioè quanto profonda o superficiale sia l’onda d’urto a livello dei tessuti;
  3. intensità, cioè il grado di energia erogato.

Nel deficit erettile si usano le onde d’urto a bassa intensità per evitare che queste siano lesive nei confronti del tessuto vascolare.

Le onde d’urto ad intensità alta, invece, sono quelle utilizzate per rompere dei tessuti o delle masse (come ad esempio i calcoli renali, o le calcificazioni tendinee).

A seconda del tipo di generatore c’è un diversa dimensione del fuoco e, conseguentemente, una differente densità di energia nel fuoco stesso (una differente intensità). 

I generatori elettroidraulici hanno un fuoco di grande dimensione, cioè coprono un’area più ampia.

I generatori piezoelettrici hanno un fuoco piccolissimo.

Infine ci sono i generatori cosiddetti elettromagnetici che hanno un fuoco medio.

Nella terapia della disfunzione erettile vasculogenica, noi abbiamo bisogno di un generatore regolabile quanto ad erogazione di energia (tra gli 0,10 e gli 0,25 millijoule per millimetro quadrato) e profondità di azione, nonché con un fuoco ottimale (di dimensioni intermedie).

A cosa servono le onde d’urto

Il principio su cui si basano le onde d’urto è quello della cosiddetta neoangiogenesi: in presenza di un’alterazione del flusso sanguigno, determinato fondamentalmente da ipertensione, da dislipidemia (alterazione del colesterolo e dei trigliceridi), dal diabete, dalla sindrome metabolica, si innescano delle modificazioni strutturali dei vasi sanguigni (la cosiddetta arteriosclerosi) che portano ad alterazioni funzionali degli stessi. 

In questi casi i vasi sanguigni diventano più rigidi, meno estensibili, riducono il loro calibro, e appaiono incapaci di dare quella reazione di vasodilatazione che serve a fare entrare sangue all’interno del pene e a dare pressione in alta quantità. Quindi si crea questa funzione endoteliale che altera la circolazione in fase di erezione.

Le onde d’urto agiscono proprio con questo meccanismo, cioè sono in grado di ridurre il danno ossidativo creato da questi fattori di rischio circolatorio, portando alla produzione e alla stimolazione di un enzima particolare, l’ossido nitrico sintetasi endoteliale (eNOS), che all’interno del corpo cavernoso del pene rilascia dei fattori di crescita endoteliale. Questi promuovono la proliferazione di nuovi vasi sanguigni.

Tale processo, a base di sofisticate interazioni biochimiche, porta, in sintesi, alla cosiddetta neoangiogenesi e neovascolarizzazione, cioè alla proliferazione dei nuovi vasi sanguigni. Questo è il motivo per cui le onde d’urto sono considerate efficaci nel trattamento della disfunzione erettile (perlopiù vasculogenica).

A chi sono adatte

La terapia con onde d’urto viene impiegata per il trattamento del deficit erettile di origine vascolare, cioè quel tipo di impotenza causata da una scarsa circolazione arteriosa nel pene. Quando ciò accade, la quantità di sangue che entra nei corpi cavernosi non è sufficiente a garantire un’erezione soddisfacente, per consistenza e durata.

In sostanza, la terapia funziona bene in tutti i casi in cui il paziente non ha un’erezione completa a causa di un problema circolatorio di forma medio lieve. In questa categoria, ad esempio, rientrano la quasi totalità dei fumatori, i soggetti con arteriosclerosi, e i soggetti dislipidemici.

Si può affermare che la terapia ad onde d’urto non è per tutti, ma tuttavia può risolvere il problema di molti, considerando che per la maggior parte i deficit erettili hanno una componente vascolare. 

Deve quindi essere proposta al paziente con lievi deficit arteriosi, valutati da un’équipe specialistica. In modo particolare, i pazienti sono soggetti che devono aver eseguito un ecocolordoppler dinamico penieno, l’esame in grado di evidenziare se esistono alterazioni circolatorie all’interno dei corpi cavernosi del pene.

L’iter da seguire, in sintesi, è questo:

  1. visita specialistica andrologica, con anamnesi dettagliata
  2. esami strumentali per riscontrare l’origine vascolare della disfunzione
  3. indicazione terapeutica appropriata da parte dello specialista, con pianificazione del ciclo di sedute, nel caso in cui si risulti ‘idonei’ al trattamento.
PER APPROFONDIRE: con il questionario IIEF5 è possibile svolgere un test auto-valutativo della propria funzione erettile, anche online e in forma anonima.

Controindicazioni alle onde d’urto

Le onde d’urto sono una terapia del deficit erettile che è sostanzialmente priva di controindicazioni.

Una volta verificata l’idoneità al trattamento - cioè, come abbiamo visto, la riconducibilità dell’impotenza ad un problema vascolare e circolatorio - questa rappresenta l’opzione più sicura e priva di rischi.

Si tratta infatti di una terapia tollerata benissimo. Le onde d’urto non evocano dolore, non sono dannose per l’organismo e possono essere somministrate a qualunque individuo, anche a soggetti con patologie particolari, come i diabetici e i vasculopatici.

Può affiancarsi alle terapie orali per la disfunzione erettile: in molti casi permette di recuperare la risposta al farmaco che si era perduta, o facilita la riduzione del dosaggio delle pastiglie.

Diretta conseguenza dell’assenza di controindicazioni è la ripetibilità del trattamento quando fosse di nuovo necessario, o come forma di mantenimento nel tempo.

Come si applicano le onde d’urto

Esistono in commercio diverse macchine per le onde d’urto. Non tutte possono essere considerate uguali perchè la terapia con le onde d’urto risponde ad una serie di principi fisici che ne condizionano l’efficacia. 

Tra questi:

  1. la profondità di penetrazione nei tessuti 
  2. e la focalizzazione dell’onda negli stessi

sono due concetti fondamentali per la buona riuscita del trattamento.

In particolare, le onde devono essere convogliate ad una profondità non eccessiva perché il corpo cavernoso è un tessuto superficiale. Non richiede quindi di penetrare nelle strutture profonde ossee o articolari (come serve fare agli ortopedici). 

Inoltre il fuoco dove l’onda d’urto va a battere non deve essere particolarmente ampio, ma invece va fatto un trattamento molto localizzato.

Tutto ciò dipende dalle caratteristiche del manipolo della macchina che andiamo ad utilizzare: per questa ragione le macchine che erogano onde d’urto differiscono tra loro. Noi abbiamo, ad esempio, dovuto cambiare diverse macchine prima di arrivare a quella che attualmente ci garantisce i risultati ottimali (la Storz Duolith SD1).

Quanto dura il trattamento

Il trattamento con le onde d’urto viene fatto una volta alla settimana per sei settimane mediamente. Gli effetti sono evidenti nel giro di tre-quattro settimane e, in base ai più recenti studi, l’effetto viene mantenuto per diversi mesi.

Chiaramente non si può dare una stima definitiva di mantenimento dell'effetto perchè i punti di partenza sono diversi: più grave è la situazione di partenza, più breve sarà la durata. In base ai nostri dati, sei-dodici mesi sono un tempo riconoscibile come effetto medio del trattamento.

A questo va aggiunto che si possono poi fare dei trattamenti di richiamo. Noi consigliamo, nelle forme di deficit erettile moderato-grave, di fare delle sedute di mantenimento nei mesi successivi (ad esempio una singola seduta ogni quattro mesi per l’anno successivo).

Dove svolgere il trattamento ad onde d’urto per la disfunzione erettile

Le onde d’urto si svolgono in centri medici specializzati, e sono una terapia ambulatoriale e non invasiva.

Il fatto che l’erogazione non richieda l’accesso a strutture particolari o la necessità di lunghe permanenze nei centri non deve trarre in inganno: un trattamento fatto in modo non corretto, o con dispositivi non idonei, può non sortire effetto, o, peggio, causare dei danni.

Dal punto di vista tecnologico, è importante dotarsi di un’apparecchiatura che per capacità di focalizzare le onde, per capacità di penetrazione, per capacità di intensità e di frequenza delle onde stesse, sia in grado di ottenere un equilibrio tra tutti questi parametri. 

Tale equilibrio è il presupposto per innescare in modo efficace la riparazione, attraverso una cascata biochimica di eventi.

Domande frequenti

Quali sono i tassi di successo delle onde d’urto per la disfunzione erettile?

I dati dei trattamenti svolti dall’equipe Androteam evidenziano un tasso di successo superiore all’80%. Otto uomini su dieci a cui forniamo l’indicazione verso le onde d’urto riprendono un’attività sessuale spontanea nelle forme lievi, o recuperano la risposta ai farmaci (precedentemente perduta) nelle forme moderate-gravi.

Quanto costa la terapia ad onde d’urto?

Il costo è di circa 200-220 € per singola seduta, con cicli di 6 sedute e poi eventuali richiami ogni 4 mesi nell’anno successivo. Prima dell’inizio del ciclo sono previsti una visita andrologica preliminare e gli esami strumentali necessari per associare il deficit erettile a cause di natura prevalentemente vascolare.

Come si svolge una seduta di onde d’urto per la disfunzione erettile?

Una seduta dura normalmente tra i 15 e i 20 minuti, non richiede anestesia né antidolorifici, non procura sensazioni di disagio e non lascia strascichi di dolore. Le onde d’urto a bassa intensità sono erogate localmente tramite un manipolo, equamente divise tra la metà alta del pene, la base della radice e i lati destro e sinistro.

Conclusioni

In Androteam ci occupiamo da molti anni di onde d’urto a bassa intensità per la cura della disfunzione erettile. Possono essere ormai considerate una terapia scientificamente consolidata e dai risultati eccellenti.

Sulla base dei trattamenti svolti dal 2017 da parte dell’équipe Androteam, possiamo ricavare queste statistiche:

  • l’80% dei trattamenti ha completo successo

Tra coloro che precedentemente assumevano farmaci per via orale:

  • il 20% ha abbandonato i farmaci per la disfunzione erettile

  • il 45% ha ridotto i farmaci

  • il 35% ha recuperato la risposta ai farmaci (prima perduta)

È possibile contattarci per:

Numero verde onde d'urto per la disfunzione erettile

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Massimiliano Timpano Androteam
MASSIMILIANO TIMPANO

Specialista in Urologia e perfezionato in Andrologia con il conseguimento del Master universitario di II livello presso l’Università degli Studi di Torino, di cui oggi è Docente.

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