La prostatectomia, ovvero la rimozione chirurgica della prostata, è un trattamento comune per il cancro alla prostata. Sebbene efficace nell’eliminare o controllare la malattia, questo intervento può avere un impatto significativo sulla vita sessuale di un uomo, in particolare sulla funzione erettile.
Ma senza prostata si possono avere rapporti sessuali?
Questo articolo esplora in dettaglio come la rimozione della prostata influisce sulla capacità di avere rapporti sessuali, e le diverse opzioni disponibili per preservare o recuperare la funzione erettile.
Indice
Punti chiave
La prostatectomia radicale elimina la prostata e può causare deficit erettile per danni ai nervi responsabili dell’erezione.
La tecnica chirurgica “nerve-sparing” tenta di preservare i nervi erettori, migliorando le probabilità di mantenere la funzione erettile.
La riabilitazione sessuale precoce è fondamentale per prevenire la fibrosi peniena e favorire il recupero dell’erezione.
La prostata e l’erezione
La prostata, come organo riproduttivo, contribuisce alla produzione del liquido seminale, ma tecnicamente non è un organo erettile. Tuttavia, la sua vicinanza ai nervi che regolano l’erezione rende la sua rimozione potenzialmente problematica per la funzionalità sessuale maschile.
L’erezione è un evento neurovascolare che inizia con uno stimolo centrale nel cervello, percorre il midollo spinale e arriva al plesso pelvico, una centralina situata tra la vescica e il retto. Da qui si dipartono i nervi erettori che passano lateralmente alla prostata, formando una sorta di rete nervosa intorno alla sua capsula.
Questa vicinanza anatomica rende l’integrità dei nervi cruciale per il mantenimento dell’erezione.
Prostatectomia radicale e conseguenze sessuali
La prostatectomia radicale, necessaria per rimuovere la ghiandola prostata quando è presente un tumore, può portare a due principali problemi sessuali:
- Aspermia: Rimuovendo la prostata e le vescichette seminali, si elimina la produzione del liquido seminale, portando a un’eiaculazione secca o orgasmo secco. Questo significa che il paziente raggiungerà l’orgasmo ma senza emissione di liquido seminale.
- Problemi di erezione: La vicinanza dei nervi erettori alla prostata significa che l’intervento chirurgico può danneggiarli. Questo può portare a deficit erettili, specialmente se non è possibile eseguire una chirurgia nerve sparing, ovvero se non si può preservare la capsula nervosa intorno alla prostata.

Chirurgia nerve-sparing
La chirurgia nerve-sparing è una tecnica chirurgica che tenta di preservare la capsula nervosa attorno alla prostata, lasciando intatta la funzione dei nervi erettori.
Questo approccio può ridurre il rischio di deficit erettile post-operatorio, ma non garantisce automaticamente il mantenimento della funzionalità sessuale.
La chirurgia nerve-sparing, inoltre, non può ripristinare un deficit erettile preesistente e le condizioni di salute preoperatorie sono fondamentali per prevedere il successo della procedura.
Probabilità di disfunzione erettile in pazienti senza prostata
La probabilità di disfunzione erettile e la possibilità di accorciamento del pene dopo la prostatectomia variano a seconda di diversi fattori:
- Età del paziente: Gli uomini più giovani hanno maggiori probabilità di recuperare la funzione erettile rispetto agli uomini più anziani.
- Stato di salute generale: La presenza di altre condizioni mediche, come il diabete o le malattie cardiovascolari, può influire negativamente sulla funzione erettile.
- Tecnica chirurgica: La prostatectomia “nerve-sparing” (risparmio dei nervi) mira a preservare i nervi responsabili dell’erezione, riducendo il rischio di disfunzione erettile. Tuttavia, anche con questa tecnica, non è sempre possibile evitare completamente il danno ai nervi.
- Estensione del tumore: Se il tumore è vicino ai nervi, potrebbe essere necessario rimuoverli, aumentando il rischio di disfunzione erettile.
NOTA – La disfunzione erettile dopo la prostatectomia è talvolta temporanea. Molti uomini recuperano la funzione erettile entro un anno dall’intervento, mentre per altri il recupero può richiedere fino a due anni. Molto spesso, però, in questo periodo se non si sostiene artificialmente l’erezione, l’assenza di ossigenazione può portare il pene ad una condizione irreversibile di fibrosi dei corpi cavernosi, rendendo impossibile il recupero spontaneo dell’erezione. Pertanto, è sempre fondamentale iniziare precocemente dei programmi di riabilitazione sessuale per preservare il trofismo dei tessuti muscolari del pene.
Riabilitazione sessuale post-operatoria
In caso di chirurgia senza preservazione dei nervi o quando la chirurgia nerve-sparing non è possibile, il deficit erettile potrebbe essere irreversibile e richiederebbe una riabilitazione sessuale diversa. Questa può includere:
- Farmaci iniettati nei corpi cavernosi del pene.
- Utilizzo del dispositivo a vuoto per mantenere l’elasticità del pene e prevenire la fibrosi.
- Protesi del pene come soluzione definitiva, specialmente consigliata per pazienti giovani.
La riabilitazione sessuale è fondamentale per assicurare una vita sessuale soddisfacente nonostante la prostata sia stata rimossa.
Opzioni terapeutiche
Esistono diverse opzioni terapeutiche per preservare o recuperare la funzione erettile dopo la prostatectomia. La scelta del trattamento più appropriato dipende da diversi fattori, tra cui le preferenze del paziente, la sua storia clinica e la risposta alle terapie precedenti.
Farmaci:
Farmaci orali: I farmaci come sildenafil (Viagra), tadalafil (Cialis), vardenafil (Levitra) e avanafil (Spedra) agiscono rilassando i muscoli del pene e aumentano il flusso sanguigno con il meccanismo della vasodilatazione, facilitando l’erezione. Idealmente, il miglior protocollo di riabilitazione sessuale, quando i farmaci fanno effetto, è rappresentato dall’utilizzo quotidiano del tadalafil da 5 mg, che espone il tessuto erettile ad una migliore ossigenazione in modo continuativo.
Iniezioni intracavernose: In caso di inefficacia dei farmaci orali, si possono iniettare farmaci vasodilatatori direttamente nel pene per indurre l’erezione. Il farmaco oggi più comunemente utilizzato è l’ alprostadil; la papaverina e la fentolamina sono oggi poco utilizzati.
Terapia ormonale: Recenti studi suggeriscono che la terapia con testosterone può essere presa in considerazione in casi di malattia prostatica a rischio basso-intermedio, con evidenza di ipogonadismo, senza aumentare il rischio di recidiva del cancro e dopo aver escluso residui o localizzazioni secondarie di malattia.
Dispositivi:
Dispositivi meccanici: I dispositivi per erezione a vuoto (VED), il cosiddetto vacuum device, sono costituiti da un cilindro che viene posizionato sul pene e da una pompa che crea un vuoto, aspirando il sangue nel pene e causando l’erezione. Un anello elastico viene poi posizionato alla base del pene per mantenere l’erezione.
Protesi peniena: Le protesi peniene sono dispositivi impiantabili chirurgicamente che consentono di ottenere un’erezione. Esistono due tipi principali di protesi: quelle malleabili, che mantengono il pene semirigido in modo permanente, e quelle gonfiabili, che possono essere gonfiate e sgonfiate a piacimento.
La protesi peniena rappresenta l’unico trattamento riabilitativo in grado di ripristinare completamente l’erezione, con dati di soddisfazione molto elevati, sia per il paziente che per la partner. Il posizionamento della protesi peniena non impatta in nessun modo sul decorso e sulla prognosi della malattia prostatica.
Terapie:
- Trattamenti sperimentali: Tra i trattamenti sperimentali per la disfunzione erettile dopo prostatectomia vi sono l’innesto di nervi interpositori, la terapia neuromodulatoria, le onde d’urto a bassa intensità, la terapia con cellule staminali e la terapia genica.
Confronto tra i diversi interventi
| Intervento | Indicazioni | Vantaggi | Svantaggi | Tassi di Successo |
|---|---|---|---|---|
| Farmaci orali | Tutti i pazienti prostatectomizzati sottoposti a chirurgia nerve sparing; nessuna indicazione all’utilizzo di farmaci orali in interventi non nerve sparing | Facili da usare, generalmente ben tollerati | Non efficaci in tutti i pazienti, possibili effetti collaterali | Efficacia variabile |
| Iniezioni intracavernose | Pazienti che non rispondono ai farmaci orali | Efficaci in molti pazienti | Possono causare dolore o lividi, richiedono una certa manualità | Alta efficacia, ma dati variabili |
| Dispositivi a vuoto | Pazienti che preferiscono un’opzione non invasivaUtile in tutti i pazienti prostatectomizzati per prevenire l’accorciamento secondario all’intervento | Non invasivi, possono essere utilizzati a casa | Possono essere scomodi o dolorosi, l’erezione non è sempre naturale | 80% di successo |
| Protesi peniena | Pazienti con DE completo che non rispondono o non desiderano altri trattamenti | Alta efficacia, erezione a lungo termine | Intervento chirurgico invasivo, possibili complicazioni | 90% di successo, alta soddisfazione |
Supporto psicosessuologico
La disfunzione erettile dopo la prostatectomia può avere un impatto significativo sulla sfera emotiva e relazionale di un uomo.
È importante non sottovalutare l’importanza del supporto psicosessuologico, in quanto la vergogna, la frustrazione e il disagio associati alla DE possono impedire agli uomini di cercare un trattamento e di impegnarsi nella riabilitazione peniena.
Un terapista sessuale può aiutare i pazienti a:
Affrontare le emozioni: Rabbia, frustrazione, ansia e depressione sono reazioni comuni alla disfunzione erettile.
Comunicare con il partner: Migliorare la comunicazione con il partner può aiutare a superare le difficoltà relazionali.
Esplorare nuove forme di intimità: La sessualità non si limita al rapporto sessuale con penetrazione. Un terapista può aiutare a esplorare nuove forme di intimità e piacere.
Aumentare l’autostima: La disfunzione erettile può influire negativamente sull’autostima. Un terapista può aiutare a ricostruire la fiducia in se stessi.
Superare le barriere psicologiche: Un terapista può aiutare i pazienti a superare la vergogna e il disagio associati alla DE, incoraggiandoli a cercare aiuto e a impegnarsi nella riabilitazione.
Conclusioni
La prostatectomia può influire sulla funzione erettile, ma non significa la fine della vita sessuale. Una vita sessuale soddisfacente è possibile dopo la prostatectomia con l’adeguata assistenza medica e il supporto psicosessuale.
Esistono diverse opzioni terapeutiche per preservare o recuperare la capacità di avere rapporti sessuali, tra cui farmaci, dispositivi e terapie come la riabilitazione protesica. La scelta del trattamento più adatto deve essere personalizzata in base alle esigenze e alle preferenze del paziente.
È fondamentale affrontare il problema con un approccio multidisciplinare, che includa il supporto medico, psicologico e sessuologico. La comunicazione aperta con il partner, la pazienza e la volontà di esplorare nuove forme di intimità sono elementi chiave per una vita sessuale soddisfacente dopo la prostatectomia.
Domande frequenti
Si può avere un’erezione dopo la rimozione della prostata?
Sì, ma la capacità di avere un’erezione dipende dalla preservazione dei nervi erettori durante l’intervento. La tecnica chirurgica “nerve-sparing” può ridurre il rischio di deficit erettile.
Cos’è l’eiaculazione secca?
È un orgasmo senza emissione di liquido seminale, conseguente alla rimozione della prostata e delle vescichette seminali. L’uomo prova piacere, ma non produce più liquido seminale.
Quali trattamenti aiutano a recuperare la funzione erettile dopo l’intervento?
Esistono farmaci orali, iniezioni intracavernose, dispositivi a vuoto (vacuum), e protesi peniene. La scelta dipende dalle condizioni individuali e dalla risposta iniziale ai trattamenti meno invasivi.
Quando è consigliata la protesi peniena dopo prostatectomia radicale?
La protesi è raccomandata quando altre terapie non hanno funzionato o non sono possibili, specialmente nei pazienti più giovani. È una soluzione efficace e definitiva che garantisce elevati livelli di soddisfazione sessuale.
Autore
Dr Massimiliano Timpano
Urologo e AndrologoSpecialista in Urologia e perfezionato in Andrologia e Medicina della Riproduzione con il conseguimento di Master universitari di II livello presso l’Università degli Studi di Torino.
Ho fatto una Turp con il laser ma i rapporti sessuali non vanno molto bene cosa devo fare grazie
Difficilmente i problemi erettili sono dovuti all’intervento con il laser. In ogni caso, va fatta una valutazione uro-andrologica per verificare i suoi fattori di rischio, lo stato ormonale-metabolico e la salute vascolare del pene.