Eritroplasia di Queyrat

L’eritroplasia di Queyrat è una lesione precancerosa che interessa le mucose genitali maschili, classificata come carcinoma in situ del glande o, meno frequentemente, del prepuzio.

Pur essendo localizzata allo strato epiteliale senza invasione dei tessuti sottostanti, presenta un rischio significativo di progressione verso un carcinoma spinocellulare invasivo, con potenziale metastatizzazione se non trattata tempestivamente.

Eritroplasia di Queyrat - Copertina voce glossario andrologico

Panoramica

  • L’eritroplasia di Queyrat rappresenta una forma di carcinoma in situ del glande, talora del prepuzio, cioè un tumore in fase molto precoce. Può evolvere in un carcinoma spinocellulare, potenzialmente molto grave, invasivo, in grado di dare precocemente metastasi.
  • Si presenta clinicamente come una macchia rossa sulla superficie mucosa del glande, generalmente asintomatica, cioè non ci sono altri sintomi associati.
  • Tra le cause, sono state riconosciute l’infezione da parte di alcuni sierotipi di papillomavirus particolarmente aggressivi – i sierotipi 16 e 18 in particolare – e la fimosi.
  • La diagnosi è istologica, cioè è indispensabile una biopsia per confermare la diagnosi e indirizzare le successive terapie, che consistono generalmente nell’asportazione chirurgica.

Presentazione clinica

Aspetto macroscopico: si manifesta come una placca eritematosa (rossa), liscia e ben demarcata, con superficie vellutata o lucida. La lesione è tipicamente asintomatica, senza prurito, dolore o secrezioni associate, fattore che può ritardare la diagnosi.

Localizzazione: nell’80-90% dei casi interessa il glande, mentre il coinvolgimento del prepuzio è meno comune e spesso associato a condizioni predisponenti come la fimosi.

Eziologia e fattori di rischio

Infezione da HPV: i sierotipi 16 e 18 del papillomavirus umano sono implicati nel 30-50% dei casi, con meccanismi di oncogenesi legati all’integrazione del DNA virale e all’azione delle proteine E6/E7.

Fimosi: la presenza di un prepuzio stretto favorisce l’accumulo di smegma e l’infiammazione cronica, creando un microambiente propizio alla trasformazione neoplastica.
Altri fattori includono età avanzata, immunodepressione e storia di malattie sessualmente trasmissibili.

Iter diagnostico

Esame obiettivo: l’ispezione rivela la caratteristica placca eritematosa, ma la diagnosi differenziale con patologie come lichen sclerosus, psoriasi o balanite richiede conferma istologica.

Biopsia incisionale: prelievo di un frammento tissutale per analisi microscopica, dove si osservano atipie cellulari diffuse, disorganizzazione architetturale e mitosi anomale confinate all’epitelio.

Test HPV: identificazione del DNA virale attraverso PCR o ibridazione in situ per valutare l’eventuale coinvolgimento del papillomavirus.

Diagnosi Eritroplasia di Queyrat - infografica

Opzioni terapeutiche

Escissione chirurgica: trattamento gold standard per lesioni localizzate, con margini di sicurezza di 3-5 mm per prevenire recidive.

Terapia topica: imiquimod 5% o 5-fluorouracile possono essere utilizzati in casi selezionati, con monitoraggio rigoroso della risposta.

Circoncisione: indicata nei pazienti con fimosi concomitante per ridurre il rischio di recidiva.
Il follow-up prevede controlli trimestrali nei primi due anni, con esame clinico e eventuali rivalutazioni istologiche in caso di sospetta progressione.


Domande frequenti

Come riconoscere l’eritroplasia di Queyrat?

L’eritroplasia di Queyrat si riconosce per la presenza di una macchia o placca rossa, liscia e ben delimitata sulla mucosa del glande, generalmente asintomatica. La diagnosi definitiva richiede comunque una biopsia per distinguere la lesione da altre condizioni simili.

L’eritroplasia di Queyrat è contagiosa?

L’eritroplasia di Queyrat in sé non è contagiosa, ma uno dei principali fattori di rischio è l’infezione da papillomavirus umano (HPV), che può essere trasmesso sessualmente. Pertanto, la prevenzione dell’HPV attraverso comportamenti sessuali sicuri può ridurre il rischio di sviluppare questa lesione.

Qual è il rischio che l’eritroplasia di Queyrat evolva in un tumore invasivo?

Se non trattata, l’eritroplasia di Queyrat può evolvere in un carcinoma spinocellulare invasivo, una forma di tumore maligno potenzialmente grave. L’intervento precoce è fondamentale per prevenire la progressione e le metastasi.

Quali sono i trattamenti più efficaci per l’eritroplasia di Queyrat?

Il trattamento principale consiste nell’asportazione chirurgica della lesione, che offre le maggiori probabilità di guarigione. In casi selezionati possono essere utilizzate terapie topiche o la circoncisione, soprattutto se è presente fimosi.


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Approfondimenti


2 commenti su “Eritroplasia di Queyrat”

  1. buonasera, mi chiamo Antonio ho 65 anni, circa due anni fa mi hanno riscontrato L’eritroplasia di Queyrat, mi hanno fatto una biopsia confermando quanto descritto sopra. La cura consigliata ad oggi è una crema al cortisone, i risultati continuano ad essere come quando me lo hanno scoperto. Spero in un vostro riscontro.
    Grazie

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    • Buogiorno, Antonio. L’eritroplasia di Queyrat è una lesione precancerosa che coinvolge la mucosa del glande e il prepuzio. La pericolosità di questa condizione sta nel fatto che può evolvere verso un tumore del pene (in particolare, il carcinoma spinocellulare). Non si può dire che la crema al cortisone sia una cura per questa condizione. Le terapie efficaci da considerare in base al numero e all’estensione delle lesioni sono di tipo chirurgico. Si va dalla circoncisione se le lesioni coinvolgono il prepuzio fino al resurfacing del glande (cioè l’asportazione dello strato mucoso del glande e la sua ricopertura con un innesto di cute). Siamo certamente a disposizione per un consulto più approfondito.

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