Falloplastica

La falloplastica è un intervento chirurgico complesso finalizzato alla ricostruzione totale o parziale del pene. Questa procedura trova indicazione in diversi contesti clinici, tra cui la perdita del pene per cause traumatiche, oncologiche o come parte del percorso di affermazione di genere nelle persone assegnate maschio alla nascita (AMAB).

Falloplastica (Copertina) - Glossario di UroAndrologia

Punti chiave

Può essere eseguita a seguito di amputazioni traumatiche (cioè incidenti perlopiù lavorativi che hanno causato la perdita del pene), di amputazioni per tumore (cioè una malattia maligna del pene che ha richiesto di rimuovere una parte o tutto il pene), per malformazioni complesse genito-urinarie (come nel complesso estrofia vescicale-epispadia) o nel caso della inconguenza di genere (il cosiddetto “transessualismo” da donna a uomo).

Il pene può essere ricostruito mediante utilizzo di lembi di cute dell’addome oppure prelevando una porzione di avambraccio che viene adeguatamente riconfigurata e trasferita in zona genitale. 

Si tratta di interventi molto complessi, che possono durare dalle due alle otto ore, normalmente in più step successivi, in modo da assicurare la ripresa di una minzione spontanea “in piedi” e dell’attività sessuale.

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Indicazioni

La falloplastica viene eseguita in quattro principali situazioni:

Amputazioni traumatiche: In caso di incidenti, spesso di natura lavorativa o accidentale, che comportano la perdita totale o parziale del pene, la falloplastica permette di ripristinare l’anatomia e la funzione genitale.

Amputazioni per tumore: Nei casi di neoplasie maligne del pene che richiedono la penectomia (asportazione parziale o totale), la ricostruzione mira a restituire al paziente la possibilità di minzione e, se possibile, di attività sessuale.

Malformazioni genito-urinarie complesse: nel complesso estrofia-epispadia, la bassa via urinaria non si sviluppa adeguatamente, la vescica e l’uretra risultano incomplete e il pene non completamente sviluppato

Inconguenza di genere: per le persone assegnate femmina alla nascita (AFAB), che vogliono transitare a uomo, la falloplastica rappresenta una delle tappe fondamentali del percorso di affermazione di genere, consentendo la creazione di un organo genitale maschile funzionale e dall’aspetto naturale.

Tecniche chirurgiche

La ricostruzione del pene può essere realizzata attraverso diverse tecniche microchirurgiche, che prevedono l’utilizzo di lembi di tessuto prelevati da altre aree del corpo:

Lembo radiale dell’avambraccio: si tratta della tecnica più comunemente utilizzata, in cui una porzione di cute, tessuto sottocutaneo, vasi sanguigni e nervi viene prelevata dall’avambraccio e modellata per formare il neofallo. Questo lembo offre un ottimo compromesso tra aspetto estetico, sensibilità e possibilità di ricostruire l’uretra per consentire la minzione in posizione eretta.

Lembo addominale: In alcuni casi si utilizza un lembo di cute e tessuto sottocutaneo sollevato dalla regione addominale infrapubica, che viene poi abbassato in sede genitale e modellato per ricostruire il pene. Questa tecnica può essere preferita nei pazienti che non desiderano cicatrici evidenti sull’avambraccio o che presentano controindicazioni per il prelievo radiale. Non viene ricostruita l’uretra in prima battuta, ma si può ricostruire in un secondo tempo.

Altri lembi: Sono state descritte anche tecniche che impiegano lembi della coscia (ALT, antero-lateral thigh flap) o di altre regioni corporee, scelte in base alle caratteristiche del paziente e agli obiettivi funzionali ed estetici (latissimus dorsi).

Obiettivi funzionali

La falloplastica mira a ripristinare o creare le seguenti funzioni:

Minzione spontanea in piedi: La ricostruzione dell’uretra all’interno del neofallo consente al paziente di urinare in posizione eretta, un aspetto fondamentale sia dal punto di vista funzionale che psicologico.

Attività sessuale: L’inserimento di protesi peniene nel neofallo può permettere l’erezione e quindi la possibilità di rapporti sessuali penetrativi. La sensibilità tattile e, in alcuni casi, erogena può essere parzialmente recuperata attraverso la neurorrafia, ovvero il collegamento dei nervi del lembo a quelli della regione genitale.

Aspetto estetico naturale: L’obiettivo è ottenere un risultato il più possibile simile a quello di un pene biologico, sia per forma che per dimensioni, tenendo conto delle aspettative del paziente e delle possibilità tecniche.

Iter chirurgico e complicanze

La falloplastica è generalmente un percorso chirurgico suddiviso in più fasi:

Durata dell’intervento: Ogni singola procedura può durare dalle 2 alle 8 ore, a seconda della complessità del caso e della tecnica utilizzata.

Fasi successive: Spesso sono necessari più interventi per completare la ricostruzione, che includono la formazione dell’uretra, la configurazione del glande e dello scroto, l’inserimento di protesi peniena e eventuali correzioni estetiche o funzionali.

Complicanze: Le possibili complicanze includono infezioni, necrosi del lembo, stenosi uretrali (restringimenti dell’uretra ricostruita) e problemi legati alle protesi. La gestione di queste complicanze richiede un follow-up specialistico e, talvolta, ulteriori interventi correttivi.

Considerazioni psicologiche e multidisciplinari

La falloplastica, specialmente nei casi di affermazione di genere, si inserisce in un percorso multidisciplinare che coinvolge urologi, endocrinologi, psicologi eventualmente chirurghi plastici e altri specialisti. È fondamentale una valutazione globale del paziente per garantire il miglior risultato possibile sia dal punto di vista fisico che psicologico.


Domande frequenti

Quanti centimetri può essere lungo il pene ricostruito con la falloplastica?

La lunghezza del neofallo ottenuto con la falloplastica varia generalmente tra 12 e 16 cm, a seconda delle caratteristiche anatomiche del paziente e della tecnica chirurgica utilizzata. La scelta della dimensione viene generalmente concordata tra chirurgo e paziente per ottenere un risultato funzionale ed estetico soddisfacente.

Quanto costa una falloplastica?

Il costo di una falloplastica può variare sensibilmente in base al paese, alla struttura sanitaria e alla complessità del caso, ma generalmente si tratta di un intervento che può superare anche i 20.000-30.000 euro per ogni step chirurgico nei sistemi privati. In alcuni paesi e in specifiche condizioni cliniche, l’intervento può essere coperto dal sistema sanitario nazionale.

Quanto dura il percorso chirurgico della falloplastica?

Il percorso chirurgico della falloplastica si articola in più fasi, che possono richiedere diversi mesi tra un intervento e l’altro per consentire una corretta guarigione e ottimizzare il risultato finale. L’intera procedura, dalla prima operazione al completamento delle fasi ricostruttive, può richiedere da 12 a 24 mesi.

Quali sono i principali rischi e complicanze della falloplastica?

Tra le complicanze più frequenti si segnalano infezioni, problemi di guarigione del lembo, stenosi uretrali e complicanze legate alle protesi peniene. Un attento follow-up multidisciplinare è fondamentale per gestire tempestivamente eventuali problemi e migliorare gli esiti funzionali ed estetici.


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2 commenti su “Falloplastica”

  1. Buonasera,
    Sono in terapia ormonale sostitutiva dal 26 maggio 2019.
    Nato nel 1977.
    Ho ricevuto diagnosi di fibromialgia /sindrome da stanchezza cronica dal. POLICLINICO LE SCOTTE Siena, di recente.
    La domanda è :
    Questa malattia cronica può inficiare, in un qualche modo, l’intervento di fallopastica?
    Sia nei tempi di recupero che di invasività dell’intervento in sé ?
    Grazie

    Rispondi
    • Gentile sig. Francesco,
      grazie di averci contattati.
      Le tecniche per una buona falloplastica sono diverse, non solo in termini di modalità chirurgiche, ma anche in termini di invasività e di necessità di convalescenza e di tempi di recupero.
      Certamente la fibromialgia è una problematica clinica da tenere presente nella scelta della falloplastica: probabilmente, la falloplastica pubica (sempre che le sue caratteristiche fisiche la consentano) risulterebbe meno pesante per lei rispetto ad una falloplastica con il lembo di arteria radiale. Ma solo con una visita ed un ampio colloquio con lei potremo capire quale potrà essere la scelta migliore.

      Rispondi

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