ICSI – IntraCytoplasmic Sperm Injection

L’ICSI (Iniezione Intracitoplasmatica dello Spermatozoo) è una tecnica di procreazione medicalmente assistita (PMA) di II livello, utilizzata principalmente in casi di infertilità maschile severa o fallimenti precedenti di fecondazione in vitro (FIVET).

Consiste nell’iniezione diretta di un singolo spermatozoo selezionato nel citoplasma di un ovocita maturo, bypassando le barriere naturali della fecondazione.

ICSI IntraCytoplasmic Sperm Injection - Copertina

Punti chiave

ICSI è l’acronimo di IntraCytoplasmic Sperm Injection, e rappresenta la tecnica di procreazione medicalmente assistita del gruppo delle fecondazioni. È considerata una tecnica di II livello, grazie alla quale un singolo spermatozoo viene iniettato all’interno di un ovocita prelevato dalle ovaie.

Gli spermatozoi vengono adeguatamente preparati dopo essere stati recuperati dal liquido seminale eiaculato (o direttamente dalle vie genitali – testicoli o epididimi, in caso di azoospermia). 

Per gli ovociti la procedura di recupero è più complessa e prevede una prima fase di stimolazione ormonale per consentire alle ovaie di produrre più ovociti per ciclo mestruale (cosiddetta superovulazione); quindi, prima che gli ovociti vengano spontaneamente espulsi dalle ovaie, viene eseguito un recupero sotto guida ecografica (il cosiddetto pick up ovocitario), per poter utilizzare gli ovociti al micromanipolatore (lo strumento microscopico per eseguire la ICSI).

Una volta che dall’unione spermatozoo-ovocita si è formato l’embrione, si esegue il transfer, cioè il trasferimento dell’embrione nell’utero. Dopo quattordici giorni circa, si esegue un test di gravidanza, per verificare se è avvenuto l’impianto.

ICSI - Infografica
Grafica di Luca Filippa e Marco Lana

Procedura

Preparazione degli spermatozoi: Gli spermatozoi vengono recuperati dal liquido seminale eiaculato o, in caso di azoospermia (assenza di spermatozoi nell’eiaculato), attraverso tecniche chirurgiche come la TeSE (Testicular Sperm Extraction) o la micro-TeSE (TeSE con microscopio operatore). Successivamente, vengono sottoposti a processi di selezione che includono la valutazione della motilità e della morfologia, spesso supportati da tecniche avanzate come la MSOME (Motile Sperm Organelle Morphology Examination) per identificare anomalie nucleari.

Stimolazione ovarica e pick-up ovocitario: La donna viene sottoposta a una stimolazione ormonale per indurre la superovulazione, seguita dal prelievo degli ovociti maturi mediante aspirazione ecoguidata transvaginale. Gli ovociti vengono poi denudati (rimozione delle cellule del cumulo ooforo) per valutarne la maturità.

Microiniezione e coltura embrionale: Utilizzando un micromanipolatore, lo spermatozoo selezionato viene iniettato nell’ovocita. Dopo 16-18 ore, si verifica la fecondazione, e gli embrioni risultanti vengono coltivati in laboratorio per 3-5 giorni prima del transfer uterino.

Tecniche correlate

IMSI (Intracytoplasmic Morphologically Selected Sperm Injection): Variante avanzata dell’ICSI che utilizza microscopi ad alto ingrandimento (>6000×) per selezionare spermatozoi privi di vacuoli nucleari, associati a frammentazione del DNA e ridotta competenza fecondativa. I dati di letteratura sulla IMSI sono contrastanti.

MicroICSI: Dispositivi microfluidici 3D-printing ottimizzano la procedura riducendo lo stress meccanico sull’ovocita e migliorando l’efficienza operativa. Efficacia reale ancora da dimostrare.

Indicazioni principali

  • Anomalie molto gravi del seminale (dispermia grave)
  • Azoospermia, con spermatozoi prelevati ta testicolo/epididimo
  • Fallimento di fecondazione in cicli precedenti di FIVET.
  • Utilizzo di ovociti congelati/scongelati
  • PGT (diagnosi genetica pre-impianto)

Vantaggi e limitazioni

Vantaggi: Consente la fecondazione anche con campioni seminali estremamente poveri, con tassi di successo del 70-80% nella fecondazione degli ovociti.

Limitazioni: Rischio teorico di trasmissione di anomalie genetiche paterne non rilevabili con la selezione morfologica standard. L’IMSI non è ancora raccomandata come routine clinica per costi e complessità.

Outcome e follow-up

Dopo il transfer embrionale, il test di gravidanza viene effettuato circa 14 giorni dopo. L’ICSI ha rivoluzionato il trattamento dell’infertilità maschile, con tassi di nascita vivi comparabili a quelli della FIVET tradizionale, sebbene richieda un’attenta consulenza genetica pre-procedurale.


Domande frequenti

Come funziona la tecnica ICSI?

La tecnica ICSI prevede l’iniezione di un singolo spermatozoo direttamente all’interno di un ovocita maturo, utilizzando un micromanipolatore. Dopo la formazione dell’embrione, questo viene trasferito nell’utero per favorire l’impianto e l’inizio della gravidanza.

Quando è indicata la ICSI rispetto ad altre tecniche di fecondazione assistita?

La ICSI è indicata soprattutto nei casi di infertilità maschile severa, come oligospermia, astenospermia o azoospermia, oppure quando precedenti tentativi di fecondazione in vitro convenzionale non hanno avuto successo. Può essere scelta anche in presenza di anticorpi antispermatozoo o quando si utilizzano spermatozoi recuperati dai testicoli o crioconservati.

Quali sono le fasi principali della procedura ICSI?

Le fasi principali includono la stimolazione ovarica e il prelievo degli ovociti, la preparazione e selezione degli spermatozoi, la microiniezione dello spermatozoo nell’ovocita e infine il trasferimento dell’embrione nell’utero. Ogni fase è fondamentale per garantire le migliori possibilità di successo della procedura.

Quanto è efficace la ICSI nel trattamento dell’infertilità?

La ICSI consente la fecondazione anche in presenza di campioni seminali molto poveri, con tassi di successo nella fecondazione degli ovociti che raggiungono il 70-80%. I tassi di gravidanza e nascita sono simili a quelli ottenuti con altre tecniche di fecondazione assistita, a condizione che siano selezionati correttamente i casi.


_Torna al Glossario di Urologia e Andrologia


A chi rivolgersi

Approfondimenti


Lascia un commento

Condividi su...