La Lue Procedure è una tecnica chirurgica avanzata di raddrizzamento penieno indicata per il trattamento della malattia di La Peyronie, caratterizzata da curvatura acquisita dell’organo.
La procedura consiste nell’allungamento del lato corto (convesso) del pene tramite incisione multipla della tunica albuginea, generalmente secondo un disegno ad “H”, seguita da riparazione con patch biocompatibile, e, quando necessario, dall’impianto simultaneo di protesi peniena.
Indice

Punti chiave
Raddrizzamento chirurgico della curvatura peniena in La Peyronie mediante allungamento del lato corto.
L’incisione ad “H” riduce la trazione che causa la curvatura e ripristina la lunghezza.
La perdita di sostanza nella tunica albuginea viene riparata con patch biocompatibile, solitamente materiale biologico.
In casi selezionati, si consiglia il contemporaneo impianto di protesi peniena per prevenire deficit erettile e recidiva.
Indicazioni principali
- Malattia di La Peyronie con curvatura peniena significativa (>30°) e deficit funzionale che non risponde a trattamenti conservativi.
- Deformità complessa con perdita di lunghezza e/o hourglass deformity (restringimento penieno).
- Associata ad impianto contestuale di protesi peniena in caso di disfunzione erettile.
Modalità di esecuzione (descrizione tecnica)
- Accesso chirurgico al pene mediante degloving e scollamento del fascio neuro-vascolare dorsale, per liberare la tunica albuginea.
- Induzione di erezione farmacologica intraoperatoria.
- Incisione della tunica albuginea ad “H” sul lato concavo, che consente il rilascio della trazione causa dell’incurvamento, creando una perdita di sostanza albuginea.
- Sutura di patch biocompatibile (autologo o xenogenico) per ripristinare l’integrità della tunica e prevenire recidive.
- Possibile contemporaneo impianto di protesi peniena (idraulica o malleabile) in caso di deficit erettile severo o rischio di recidiva.
Preparazione pre‑operatoria
- Valutazione andrologica e urologica completa, imaging penieno (ecografia, Doppler).
- Screening per comorbidità e valutazione del desiderio del paziente.
- Profilassi antibiotica secondo linee guida e consenso informato dettagliato.
Anestesia
- Procedura eseguita sempre in anestesia loco-regionale (spinale) o generale, data la complessità dell’intervento e la durata (dalle 2 alle 3.5 ore).
Decorso post‑operatorio e recupero
- Degenza breve (generalmente 1-2 notti di ricovero), controllo di drenaggi e medicazioni.
- Uso di farmaci antalgici e profilassi antibiotica.
- Astensione dai rapporti sessuali per almeno 4-6 settimane, ripresa graduale delle attività quotidiane.
Rischi e complicanze possibili
- Deficit erettile post-operatorio (in caso di raddrizzamento senza protesi, calcolabile nel 70-80% circa ad un anno dall’intervento).
- Recidiva della curvatura, residuo di “notching”, riduzione ulteriore della lunghezza (sempre in caso di raddrizzamento senza protesi, calcolabile in 60-80% circa a 1 anno dall’intervento).
- Infezioni del sito chirurgico o della protesi, disestesie, sanguinamenti.
- Fenomeni allergici o di rigetto in caso di patch non autologo.
Risultati attesi ed efficacia
- Raddrizzamento efficace della curvatura e recupero della lunghezza peniena.
- Miglioramento della funzione sessuale e dell’autostima, soprattutto se associato a protesi peniena.
- Alta soddisfazione nei candidati selezionati, con una bassa incidenza di deformità residue se la tecnica è correttamente eseguita.
- Necessità di riabilitazione vascolare e meccanica dopo l’intervento, se non associato a impianto protesico – utilizzo di farmaci vasodilatatori quotidiani e stretching penieno con vacuum device.
Alternative alla procedura
- Raddrizzamento con procedure di accorciamento del lato convesso (tecnica Nesbit o modificata)
- Iniezioni intraplacca acido ialuronico, fattori di crescita piastrinici): per casi meno gravi, senza operazione.
- Device di trazione peniena, utilizzato perlopiù in associazione ad altre procedure
Domande frequenti
Quando è indicata la Lue Procedure per curvatura peniena?
In caso di malattia di La Peyronie severa con angolazione significativa e riduzione funzionale, specie se associata a deficit erettile.
Quanto si recupera in termini di lunghezza peniena dopo la Lue Procedure?
In genere si ripristina parte della lunghezza persa, a seconda della gravità e del tipo di curvatura, ma la tecnica non garantisce recupero totale in tutti i casi.
Quali sono le complicanze più frequenti della Lue Procedure?
Deficit erettile, infezioni, recidiva di curvatura, alterazioni della sensibilità e residui estetici come notching o hourglass deformity.
La protesi peniena è sempre necessaria dopo la Lue Procedure?
No, ma è fortemente consigliata nei pazienti con deficit erettile o rischio elevato di recidiva per garantire il risultato funzionale.
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A chi rivolgersi
Approfondimenti
- Dal Blog – Corporoplastica: indicazioni e tecniche chirurgiche
- Dal canale YouTube – La Malattia di La Peyronie – Capitolo 7 | Terapia chirurgica
Studi e risorse esterne
- Review of the Surgical Approaches for Peyronie’s Disease: Corporeal Plication and Plaque Incision with Grafting
- Peyronie’s Disease: AUA Guideline
- Review of the Surgical Approaches for Peyronie’s Disease: Corporeal Plication and Plaque Incision with Grafting (PDF)