La vesciculodeferentografia è una procedura diagnostica radiologica utilizzata per valutare la pervietà (cioè l’assenza di ostruzioni) del dotto deferente, dall’epididimo fino all’uretra prostatica. È fondamentale nell’ambito uro-andrologico per identificare eventuali cause di azoospermia ostruttiva.
Indice

Punti chiave
La vesciculodeferentografia è un esame diagnostico che valuta la pervietà del dotto deferente, a partire dal suo tratto prossimale-epididimario, sin al suo sbocco nell’uretra prostatica.
Si esegue in caso di sospetta ostruzione, in presenza di azoospermia.
È una procedura eseguita in anestesia locale, con una piccola incisione alla radice dello scroto, attraverso la quale si espone il deferente, che viene incannulato; si inietta quindi il mezzo di contrasto e si eseguono delle lastre per verificare l’opacizzazione della via genitale.
In caso di mancato arrivo del mezzo di contrasto a livello delle vescicole seminali e/o dell’uretra prostatica, si può concludere per una ostruzione del dotto deferente. La procedura è bilaterale.
Indicazioni principali
La vesciculodeferentografia si esegue prevalentemente nei seguenti casi:
- Sospetta ostruzione del dotto deferente in uomini con infertilità.
- Azoospermia (assenza di spermatozoi nell’eiaculato) di possibile origine ostruttiva.
- Pianificazione o valutazione di interventi chirurgici per il trattamento delle ostruzioni genitali maschili.
- Necessità medico-legali per confermare l’ostruzione del/dei deferenti secondaria a incidenti, lesioni accidentali, pregressi interventi chirurgici,
Modalità di esecuzione (descrizione tecnica)
- Anestesia locale: la procedura si svolge in anestesia locale, rendendo la procedura indolore e sicura per il paziente.
- Incisione chirurgica: si effettua una piccola incisione alla radice dello scroto per esporre il tratto prossimale del dotto deferente.
- incannulamento: il deferente viene isolato e incannulato delicatamente con una cannula morbida che entra nel lume deferenziale.
- Iniezione di mezzo di contrasto: si inietta un mezzo di contrasto radiopaco nel dotto deferente.
- Imaging radiografico: si eseguono radiografie per visualizzare il percorso del mezzo di contrasto lungo le vie seminali fino alle vescicole seminali e all’uretra prostatica.
- Valutazione della pervietà: l’assenza di opacizzazione a livello delle vescicole seminali o dell’uretra prostatica indica la presenza di un’ostruzione.
- Procedura bilaterale: viene generalmente eseguita sia a destra che a sinistra.
Preparazione pre-operatoria
- Profilassi antibiotica secondo le linee guida per ridurre il rischio di infezioni.
- Digiuno se previsto dal protocollo della struttura sanitaria.
- Valutazione clinica globale per escludere controindicazioni procedurali.
Anestesia
Si esegue solitamente in anestesia locale, con eventuale sedazione lieve a discrezione del team operatorio e delle condizioni del paziente.
Decorso post-operatorio e recupero
- Il recupero è generalmente rapido: il paziente può essere dimesso poco dopo l’esame.
- Possono manifestarsi lievi fastidi scrotali o ecchimosi locali.
- È raro che si rendano necessari analgesici.
Rischi e complicanze possibili
- Ematoma o dolore locale transitorio.
- Infezioni della ferita o dei dotti (molto rare grazie alla profilassi antibiotica).
- Allergia al mezzo di contrasto.
- possibili reazioni infiammatorie intraluminali del dotto deferente, con eventuali stenosi
Risultati attesi ed efficacia
- Permette una valutazione precisa della sede e dell’estensione dell’ostruzione del dotto deferente, purchè essa sia distale al punto di incannulamento del deferente.
- Consente di pianificare eventuali strategie terapeutiche, chirurgiche o di procreazione medicalmente assistita.
- Rappresenta il gold standard per la diagnosi anatomica di ostruzioni delle vie seminali maschili, pur essendo oggi meno frequentemente utilizzata rispetto ad un tempo.
Alternative alla procedura
- Eco-color doppler scrotale: può suggerire anomalie, ma non è in grado di valutare direttamente la pervietà.
- RM pelvica: fornisce immagini dettagliate ma meno mirate alla pervietà dei dotti.
- Biopsia testicolare: diagnostica la presenza di spermatozoi, non la causa ostruttiva
Domande frequenti
Qual è la differenza tra vesciculodeferentografia ed eco scrotale?
La vesciculodeferentografia fornisce informazioni dirette sulla pervietà dei dotti deferenti, mentre l’ecografia scrotale valuta solo la morfologia di testicolo ed epididimo.
L’esame è doloroso?
No, la procedura viene eseguita in anestesia locale e risulta poco o nulla dolorosa.
Quando è realmente indicata la vesciculodeferentografia?
È indicata solo nei casi di sospetta ostruzione in pazienti con azoospermia o infertilità maschile.
Quali rischi si corrono dopo l’esame?
I rischi sono minimi e possono includere lievi dolori locali, ematoma o infezione (evento raro grazie alla profilassi antibiotica).
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A chi rivolgersi
Approfondimenti
- Dal Blog – Varicocele e Azoospermia: che relazione esiste?
- Dal canale YouTube – Azoospermia: in cosa consiste e che soluzioni ha – TESE e microTESE
Fonti scientifiche
- EAU (European Association of Urology) Guidelines on Male Infertility
- Campbell-Walsh-Wein Urology – 12th Edition, Elsevier
- AUA (American Urological Association) – Evaluation of the Azoospermic Male