Malattia di La Peyronie – Induratio Penis Plastica

Descritta per la prima volta dal chirurgo francese di Luigi XV, François Gigot de La Peyronie, rappresenta la principale causa di deformità acquisita del pene. Molto frequente tra gli uomini adulti, può dare dolore, impotenza, curvature e accorciamento del pene.

È fondamentale la diagnosi tempestiva di questa malattia per instaurare dei trattamenti che ne riducano la progressione e preservare la vita sessuale. Esistono diversi trattamenti per l’IPP, ma nessuno di questi è risolutivo: è fondamentale ritagliare la giusta terapia sul singolo paziente.

Da novembre 2019 lo Xiapex, principale terapia farmacologica per la malattia di La Peyronie, non è più distribuito in tutta Europa dall'azienda americana che lo produce, per motivi di carattere puramente economico e commerciale, non clinici. 

Al momento non si conoscono eventuali possibilità di approvvigionamento dall'estero di questo farmaco. Dobbiamo considerare la terapia sospesa e non più praticabile, con la conseguente necessità di  valutare approcci alternativi.

In Androteam Medical Center disponiamo di tutti i trattamenti al momento esistenti, dai più tradizionali ai più innovativi, da quelli medici, a quelli fisici, infiltrativi e chirurgici, per la migliore strategia terapeutica possibile sul singolo paziente.

a. Terapia infiltrativa con acido ialuronico

La principale alternativa allo Xiapex è l'infiltrazione locale di acido ialuronico, una sostanza con effetto antinfiammatorio e rimodellante, che associato a esercizi di stretching e di modeling del pene porta ad un raddrizzamento dello stesso. 

Al momento esistono pochi studi che hanno valutato il comportamente e l'effetto di questo farmaco: su questi noi ci siamo basati per sviluppare il nostro protocollo di terapia. Questa consiste in una infiltrazione ogni 15 giorni per un totale di 6 infiltrazioni. 

Noi utilizziamo un particolare acido ialuronico a lunga e breve catena, con una densità relativamente bassa che rende l'iniettabilità nella placca molto semplice.

b. Terapia rigenerativa (fattori di crescita – PRP) 

In alternativa, a scopo antifibrotico, rimodellante ed elasticizzante, proponiamo anche le infiltrazioni di prp (fattori di crescita) attraverso l'utilizzo di un campione di sangue venoso che viene posto in una centrifuga per estrarne la parte che contiene piastrine. Da questa possiamo ricavare i fattori di crescita che, una volta iniettati nel pene, permettono di rimodellare la fibrosi dello stesso.

L'utilizzo di fattori di crescita prelevati dal sangue dello stesso paziente aiuta a ridurre la rigidità del tessuto che forma la placca della malattia di La Peyronie, per un’azione biochimica di rimodellamento del tessuto. Ha un’ottima capacità di risolvere il dolore legato alla fase acuta della malattia.

IMPORTANTE: Entrambe queste metodiche in questo momento storico sono da considerarsi off label, cioè non hanno ancora una indicazione ufficiale per la cura della malattia di La Peyronie (indicazione che invece lo Xiapex possedeva, essendo un trattamento riconosciuto dalle Agenzie americana ed europea del farmaco). L'acido ialuronico e i fattori di crescita, pur essendo sostanze sicure con profili di tollerabilità ed efficacia dimostrabili da studi clinici, e pur essendo da tempo utilizzati in altre discipline (ortopedia, chirurgia maxillo facciale, chirurgia plastica) non hanno ancora l'etichetta ufficiale di trattamento per la malattia di La Peyronie.

c. Terapia chirurgica di raddrizzamento (Lue procedure, raddrizzamento geometrico sec. Paulo Egydio) 

In caso di incurvamento del pene che impedisca la penetrazione o dove le terapie infiltrative non abbiano portato ad un risultato soddisfacente, l’unico modo per ottenere il raddrizzamento del pene è l’intervento chirurgico.

Esistono diverse tecniche, che vengono scelte in base alla situazione specifica del singolo paziente, ma le caratteristiche sono sostanzialmente le stesse: durata 90 minuti circa, bendaggio per qualche giorno; astensione dall’attività sessuale per sei settimane, necessità di riabilitazione post-operatoria con vacuum device e farmaci pro-erettili.

d. Terapia chirurgica di allungamento (sliding technique) 

La malattia di La Peyronie può portare a gravi accorciamenti del pene. In questo caso, i chirurghi di Androteam propongono un intervento descritto per la prima volta proprio da loro, che consiste nell’allungamento del pene, mediante un intervento originale, definito “tecnica a slitta”.

L’intervento richiede l’impianto contestuale di una protesi del pene e consente allunamenti fino a 4 cm.

e. Terapia chirurgica-protesica 

In caso di incurvamento del pene con impotenza associata, si esegue un intervento unico per ripristinare la forma e l’erezione del pene, combinando l’impianto protesico del pene (gonfiabile o no a seconda della preferenza del paziente) con manovre chirurgiche di raddrizzamento.

Domande frequenti

Quali sono i sintomi della malattia di Peyronie?

La malattia di peyronie si presenta nella sua fase acuta con dolore in erezione e deformazione del pene (più frequentemente incurvamento). Nella fase cronica può esitare in diversi gradi di disfunzione erettile.

Ho la malattia di peyronie, devo per forza operarmi?

Non tutte le situazioni cliniche sono meritevoli di un trattamento chirurgico. Molte possono essere controllate con farmaci orali o terapia iniettiva. Risulta essenziale pertanto una valutazione andrologica per decidere il corretto iter terapeutico.

É possibile che la malattia di Peyronie causi accorciamento del Pene?

Purtroppo tale malattia é caratterizzata da un processo di cicatrizzazione retraente che spesso coinvolge l’intera circonferenza del Pene causando un severo accorciamento dell’asta.

Quali sono le opzioni chirurgiche per correggere l’incurvamento del pene?

Esistono diversi approcci chirurgici che sono utilizzabili nel trattamento di questa malattia. Se le erezioni sono ottimali esistono sostanzialmente 2 approcci: una tecnica di raddrizzamento in accorciamento (tipo Nesbit) che consiste nel accorciare il lato più lungo del Pene in modo da raddrizzare l’asta. La seconda tecnica invece é definita in allungamento (tipo Lue) con incisione del lato più breve del pene nel massimo punto di incurvamento e successivo posizionamento di un graft. Nel caso invece vi sia una forma seppur iniziale di deficit erettile bisognerà considerare la possibilità di inserire una protesi peniena che permette sia di sostenere l’erezione, sia di correggere la deformazione del pene

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