Chirurgia dell’uretra e dell’incontinenza urinaria maschile

Il canale urinario o uretra è un organo molto complesso, molto più di un tubo che trasporta l’urina.

Ha una notevole importanza per tutto l’apparato urinario, per la continenza e anche per la morfologia del pene: anomalie congenite dell’uretra possono creare gravi danni al muscolo della vescica, ai reni e alterare la forma del pene in erezione.

I danni all’uretra possono creare difficoltà di svuotamento, ma anche di blocco dello svuotamento vescicale.

Riparare le patologie congenite o acquisite dell’uretra richiede molta abilità diagnostica, preparazione e sensibilità chirurgica, che i professionisti di Androteam hanno maturato con esperienze nei principali centri specialistici nazionali e internazionali.

a. Meatoplastica uretrale

In caso di restringimenti del meato uretrale esterno (stenosi meatali) conseguenti a processi infiammatori, traumi od a precedenti interventi chirugici è possibile andare a correggere tale condizione patologica con un intervento chirurgico di minima in regime ambulatoriale in anestesia loco-regionale.

Non è solitamente necessario posizionare e mantenere un catetere urinario nei giorni successivi l’intervento, rapida ripresa delle attività quotidiane.

b. Uretrotomia endoscopica

Trattasi di una procedura diagnostico-terapeutica. Nella prima accezione viene utilizzata per valutare le condizioni del canale uretrale andando ad identificare la sede e la lunghezza di una sospettata stenosi (restringimento) uretrale o in seguito al suo riscontro radiologico (uretrocistografia retrograda e minzionale). In funzione di quanto riscontrato durante l’uretrotomia sarà possibile programmare il successivo iter diagnostico terapeutico per il paziente affetto da stenosi uretrale.

Nel caso di uretrotomia endoscopica a scopo terapeutico, la procedura mira a risolvere la stenosi uretrale mediante l’esecuzione di un’incisione a freddo o con laser del tratto stenotico andando a ristabilire un corretto diametro del canale uretrale.

La procedura viene eseguita in anestesia spinale o generale e prevede il posizionamento di un catetere uretrale che generalmente viene mantenuto in sede da 3 a 15 giorni.

c. Uretroplastica peniena

Trattasi di una procedura chirurgica che prevede la ricostruzione del canale uretrale nel suo tratto penieno in caso di stenosi uretrale.

La procedura chirurgica può essere eseguita in un tempo unico oppure in due o più tempi chirurgici in base al quadro clinico di base. Durante l’intervento di ricostruzione uretrale è possibile che debbano essere usati degli innesti di mucosa buccale o di cute prepuziale per sostituire il tratto di uretra coinvolto dalla stenosi.

La procedura viene eseguita in anestesia generale o spinale e richiede necessariamente il mantenimento di un catetere uretrale per circa 3 settimane dopo la procedura per garantire la corretta guarigione del canale uretrale ricostruito.

d. Uretroplastica bulbare con mucosa buccale

Trattasi di una procedura chirurgica che prevede la ricostruzione del canale uretrale nel suo tratto bulbare in caso di stenosi uretrale.

La procedura chirurgica viene generalmente eseguita in un tempo unico. Durante l’intervento di ricostruzione uretrale è possibile che debbano essere usati degli innesti di mucosa buccale o di cute prepuziale per sostituire il tratto di uretra coinvolto dalla stenosi.

La procedura viene eseguita in anestesia generale o spinale e richiede necessariamente il mantenimento di un catetere uretrale per circa 3 settimane dopo la procedura per garantire la corretta guarigione del canale uretrale ricostruito.

e. Posizionamento di sling fisso e regolabile

In caso di incontinenza urinaria lieve o moderata è possibile andare ad impiantare una benderella (sling) in sede peri uretrale.

Tale benderella, una volta fissata, andrà a determinare una pressione di chiusura del canale uretrale andando a contrastare l’incontinenza. Il grado di compressione di alcune benderelle non è modificabile una volta che queste sono state impiantate mentre dispositivi più recenti possono essere regolati in base al risultato ottenuto in termini di correzione delle perdite urinarie.

f. Posizionamento di dispositivi modulabili (pro-ACT)

In caso di incontinenza urinaria lieve o moderata è possibile andare ad impiantare in sede peri uretrale, attraverso il perineo, dei dispositivi gonfiabili con l’obiettivo di ridurre le perdite urinarie.

I dispositivi impiantati vanno a determinare una sorta di compressione dall’esterno delle pareti uretrali andando a contrastare l’incontinenza. Tali dispositivi sono definiti modulabili perché il grado di compressione esercitato può essere modificato ambulatorialmente andando a gonfiare o sgonfiare i dispositivi impiantati in base al risultato ottenuto. 

g. Impianto di sfintere urinario artificiale

In caso di perdita grave e completa delle urine, senza possibilità di controllo dello stimolo minzionale, è indicato il posizionamento di uno sfintere artificiale che sostituisce la muscolatura della continenza.

Si tratta di una “cuffia” che viene posizionata intorno all’uretra profonda e che rimane gonfia per comprimerla (fase di continenza); attraverso la pressione di un attivatore posizionato nello scroto tra i due testicoli, la cuffia viene sgonfiata, l’uretra si apre ed è possibile urinare (fase di svuotamento vescicale). 

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