Calcoli renali: prevenzione, gestione del dolore, terapie

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In questo articolo si analizzeranno i fattori di rischio associati alla formazione di calcoli renali, le strategie preventive, i trattamenti non invasivi e le modalità di gestione del dolore.

Si discuterà l’importanza di un approccio multidisciplinare nella gestione della nefrolitiasi, con particolare attenzione alle recenti innovazioni nel campo dei trattamenti e della diagnosi.


Punti chiave 

Fattori di rischio: La formazione dei calcoli renali è legata a molteplici fattori, tra cui disidratazione, diete ricche di sale e proteine animali, obesità, alcune malattie metaboliche e predisposizione genetica, con un ruolo anche delle condizioni ambientali.

Prevenzione: La prevenzione della nefrolitiasi si basa su un’adeguata idratazione e una dieta equilibrata, con un ridotto consumo di sale e proteine animali e una maggiore assunzione di frutta e verdura, associata a un’attività fisica regolare.

Trattamenti non invasivi: Tra i trattamenti non invasivi più comuni ci sono la litotrissia extracorporea a onde d’urto (ESWL), che utilizza onde d’urto per frantumare i calcoli, e la chemiolisi strumentale, che sfrutta soluzioni chimiche per dissolverli.

Gestione del dolore: La gestione del dolore causato dai calcoli renali si basa su analgesici come FANS e oppioidi, con tecniche non farmacologiche come termoterapia e idroterapia, oltre all’importanza del supporto psicologico per affrontare il dolore cronico.

Introduzione ai calcoli renali (nefrolitiasi) 

I calcoli renali, noti anche come nefrolitiasi, rappresentano una condizione patologica caratterizzata dalla formazione di aggregati cristallini all’interno del sistema urinario, principalmente nei reni.

Questi aggregati, o “calcoli”, possono variare in dimensione e composizione chimica, includendo calcio, ossalato, fosfato, urato, cistina, e altri composti. La formazione di calcoli renali è influenzata da una complessa interazione di fattori genetici, dietetici, ambientali e metabolici.

Dal punto di vista epidemiologico, la nefrolitiasi è una patologia diffusa a livello globale, con una prevalenza che varia significativamente in base alla regione geografica, al sesso, all’età e allo stile di vita.

Negli Stati Uniti, ad esempio, si stima che circa il 10% della popolazione svilupperà calcoli renali nel corso della vita, con un impatto significativo sulla qualità della vita dei pazienti. La condizione può portare a episodi ricorrenti di dolore intenso, infezioni del tratto urinario, ostruzione del flusso urinario e, nei casi più gravi, a insufficienza renale.

L’impatto sulla qualità della vita dei pazienti affetti da nefrolitiasi è notevole, influenzando non solo la salute fisica ma anche il benessere psicologico e sociale.

Il dolore associato agli episodi di colica renale è spesso descritto come uno dei dolori più intensi sperimentabili, paragonabile al dolore del parto o a quello causato da fratture ossee. Inoltre, la paura di nuovi episodi dolorosi può portare a ansia e stress, influenzando negativamente la vita quotidiana del paziente.

I fattori di rischio per la formazione di calcoli renali sono molteplici e comprendono disidratazione, diete ricche di sale, zuccheri e proteine animali, obesità, alcune condizioni mediche (come iperparatiroidismo, malattie renali e alcune malattie metaboliche), nonché una predisposizione genetica.

Le conseguenze cliniche della nefrolitiasi variano a seconda della dimensione e della posizione dei calcoli, e possono includere dolore, infezioni, ostruzione del flusso urinario e, nei casi più gravi, danno renale cronico.

Infografica

Infografica sui calcoli renali: definizione, fattori di rischio, trattamenti, prevenzione
Infografica di Luca Filippa e Marco Lana

Fattori di rischio per la formazione di calcoli renali

La formazione di calcoli renali è influenzata da una serie di fattori di rischio che possono interagire tra loro, aumentando la probabilità di sviluppare questa patologia. Di seguito, vengono analizzati i principali fattori di rischio associati alla nefrolitiasi.

Analisi dei fattori dietetici e del ruolo dell’obesità

La dieta gioca un ruolo cruciale nella formazione dei calcoli renali. Alimenti ricchi di sale, proteine animali e zuccheri semplici possono aumentare il rischio di formazione di calcoli aumentando l’escrezione di calcio, ossalato e acido urico nelle urine.

Inoltre, una bassa assunzione di fluidi può portare a una minore diluizione delle urine, aumentando la concentrazione di sostanze litogene.

L’obesità è un altro fattore di rischio significativo, poiché è associata a cambiamenti metabolici che possono favorire la formazione di calcoli, come l’acidificazione delle urine e l’aumento dell’escrezione urinaria di calcio e acido urico.

Incidenza genetica e disturbi metabolici

La predisposizione genetica gioca un ruolo importante nella formazione di calcoli renali. Alcuni individui possono ereditare condizioni che aumentano il rischio di sviluppare calcoli, come l’iperossaluria primaria, una malattia rara che comporta un’eccessiva produzione di ossalato.

Disturbi metabolici come l’iperparatiroidismo, che porta a livelli elevati di calcio nel sangue e nelle urine, e la gotta, associata a livelli elevati di acido urico, sono anch’essi fattori di rischio significativi per la nefrolitiasi.

Impatto delle condizioni ambientali e del riscaldamento globale

Le condizioni ambientali, inclusi il clima e la qualità dell’acqua, possono influenzare il rischio di formazione di calcoli renali.

Regioni con climi più caldi tendono a presentare tassi più elevati di nefrolitiasi, probabilmente a causa della maggiore perdita di fluidi attraverso la sudorazione e della conseguente disidratazione.

Il riscaldamento globale potrebbe aggravare questo problema, aumentando la prevalenza della nefrolitiasi in aree precedentemente meno colpite.

Altri fattori di rischio: stile di vita sedentario, disidratazione, alcuni farmaci e supplementi

Uno stile di vita sedentario può contribuire al rischio di formazione di calcoli renali, potenzialmente attraverso meccanismi che influenzano il metabolismo del calcio e l’equilibrio dei fluidi.

La disidratazione, sia essa causata da un’assunzione insufficiente di liquidi o da una perdita eccessiva di fluidi, è un fattore di rischio ben noto per la nefrolitiasi, poiché concentra le sostanze litogene nelle urine.

Infine, l’uso di alcuni farmaci e supplementi, come i diuretici, gli integratori di calcio e la vitamina C in dosi elevate, può aumentare il rischio di formazione di calcoli renali modificando l’escrezione urinaria di sostanze litogene o alterando l’equilibrio chimico delle urine.

Calcoli renali: cosa sono e fattori di rischio

Prevenzione della nefrolitiasi

La prevenzione della nefrolitiasi è un aspetto fondamentale nella gestione dei pazienti a rischio di formazione di calcoli renali.

Le strategie preventive si concentrano sull’adozione di abitudini alimentari e di stile di vita che possano ridurre la probabilità di formazione dei calcoli.

Importanza dell’idratazione e della dieta equilibrata

Un’adeguata idratazione è essenziale per prevenire la formazione di calcoli renali. Il consumo di una quantità sufficiente di liquidi aumenta il volume delle urine e ne riduce la concentrazione di sostanze litogene, diminuendo così il rischio di cristallizzazione e aggregazione.

Si raccomanda di bere almeno 2-3 litri di acqua al giorno, con un incremento in condizioni di clima caldo o durante l’esercizio fisico.

Parallelamente, una dieta equilibrata, povera di sale e proteine animali e ricca di frutta e verdura, può aiutare a prevenire la formazione di calcoli.

Alimenti ricchi di citrato, come gli agrumi, possono essere particolarmente utili, in quanto il citrato può legarsi al calcio e prevenire la formazione di calcoli di ossalato di calcio. Inoltre, una moderata assunzione di calcio con la dieta può ridurre l’assorbimento di ossalato e prevenire la formazione di calcoli di ossalato di calcio.

Ruolo dei modificatori del pH urinario e dell’escrezione di sostanze litogene

Il pH delle urine può influenzare la solubilità di alcune sostanze litogene e, di conseguenza, il rischio di formazione di calcoli.

Modificatori del pH urinario, come il bicarbonato di potassio o il citrato di potassio, possono essere utilizzati per alcalinizzare le urine e prevenire la formazione di calcoli di acido urico, che sono più solubili in un ambiente alcalino.

Allo stesso modo, l’acidificazione delle urine può essere utile per prevenire calcoli di cistina, che sono più solubili in un ambiente acido.

Interventi comportamentali e modifiche dello stile di vita

Interventi comportamentali e modifiche dello stile di vita possono avere un impatto significativo sulla prevenzione della nefrolitiasi.

L’adozione di un regime di esercizio fisico regolare può migliorare il metabolismo e ridurre il rischio di obesità, un fattore di rischio noto per la formazione di calcoli. Inoltre, evitare stili di vita sedentari e mantenere un peso corporeo sano sono misure preventive importanti.

Trattamenti non invasivi

Nel trattamento dei calcoli renali, l’obiettivo è rimuovere i calcoli in modo efficace e sicuro, minimizzando il disagio e le complicazioni per il paziente.

I trattamenti non invasivi rappresentano un’opzione terapeutica importante, specialmente per calcoli di dimensioni ridotte e in situazioni in cui la chirurgia potrebbe essere eccessiva o non necessaria.

Litotrissia extracorporea per calcoli renali inferiori ai 20 mm

La litotrissia extracorporea a onde d’urto (ESWL) è una procedura non invasiva che utilizza onde d’urto per frantumare i calcoli renali in frammenti più piccoli che possono essere espulsi naturalmente attraverso le vie urinarie.

Questa tecnica è particolarmente efficace per calcoli di dimensioni inferiori ai 20 mm e situati nel rene o nell’uretere prossimale.

L’ESWL è preferita per la sua minore invasività rispetto agli interventi chirurgici, anche se può richiedere più sedute per ottenere la completa frammentazione del calcolo.

Misura dei calcoli renali

Uso di Phyllanthus niruri (Uriston) come terapia adiuvante

Phyllanthus niruri, noto anche come Uriston, è una pianta medicinale che è stata studiata per le sue potenziali proprietà lipolitiche, ovvero la capacità di prevenire la formazione di calcoli o di aiutare nella loro eliminazione.

Alcuni studi suggeriscono che l’uso di estratti di Phyllanthus niruri possa facilitare l’espulsione dei calcoli e ridurre il rischio di recidive, agendo come terapia adiuvante alla litotrissia o ad altri trattamenti.

Chemiolisi strumentale dei calcoli renali

La chemiolisi strumentale è un trattamento che prevede l’uso di soluzioni chimiche per dissolvere i calcoli renali. Questo metodo può essere particolarmente utile per calcoli di acido urico, che sono solubili in soluzioni alcaline.

La chemiolisi può essere eseguita per via orale, con il paziente che assume soluzioni alcalinizzanti, o per via endourologica, con l’introduzione diretta della soluzione nel rene attraverso un catetere.

Ruolo del medico di medicina generale nella gestione e nel follow-up

Il medico di medicina generale svolge un ruolo cruciale nella gestione dei pazienti con calcoli renali, soprattutto nel follow-up a lungo termine.

Il professionista deve monitorare l’evoluzione della condizione, gestire eventuali complicazioni, e fornire consulenza sulla prevenzione delle recidive.

Inoltre, il medico di base può coordinare la cura con specialisti urologi o nefrologi e assicurare che il paziente riceva un trattamento personalizzato basato sulle sue specifiche esigenze cliniche.

Trattamenti chirurgici dei calcoli renali

Quando i trattamenti non invasivi non sono sufficienti o appropriati per la rimozione dei calcoli renali, si può ricorrere a interventi chirurgici.

Questi trattamenti sono indicati per calcoli di dimensioni maggiori, per calcoli che causano ostruzione e infezioni ricorrenti, o quando i calcoli sono resistenti ad altri trattamenti.

Di seguito vengono descritte le principali procedure chirurgiche utilizzate nella gestione dei calcoli renali.

Nefrolitotomia percutanea (PCNL)

La nefrolitotomia percutanea è una procedura minimamente invasiva che prevede la creazione di un piccolo accesso attraverso il fianco del paziente fino al rene (accesso nefrostomico) per rimuovere i calcoli.

Questa tecnica è particolarmente indicata per calcoli di dimensioni superiori a 20 mm o per calcoli staghorn, che sono grandi e ramificati. Durante la PCNL, il chirurgo può utilizzare strumenti come il litotritore ad ultrasuoni o il laser per frammentare i calcoli prima di rimuoverli.

Ureteroscopia (RIRS)

L’ureteroscopia è una procedura endoscopica che implica l’inserimento di un ureteroscopio attraverso l’uretra e la vescica fino all’uretere o al rene per localizzare e trattare i calcoli.

Oggi viene utilizzato il termine RIRS (Retrograde IntraRenal Surgery) per meglio indicare le procedure endoscopiche di ureteroscopia con strumenti flessibili che rimuovono endoscopicamente i calcoli renali. 

I calcoli possono essere rimossi interi o frammentati utilizzando un laser o altri dispositivi. Questa tecnica è adatta per calcoli situati nell’uretere o per calcoli renali di dimensioni moderate.

Approccio combinato percutaneo-endoscopico (ECIRS)

In casi complessi, può essere utilizzato un approccio combinato percutaneo tramite PCNL e endoscopico tramite ureteroscopia. Questa procedura viene denominata ECIRS (Endoscopic Combined IntraRenal Surgery).

Cistoscopia e litotrissia

Per calcoli situati nella vescica, può essere eseguita una cistoscopia, durante la quale un cistoscopio viene inserito attraverso l’uretra per visualizzare e rimuovere i calcoli.

Se i calcoli sono troppo grandi per essere rimossi interi, possono essere frammentati utilizzando la litotrissia, che può essere meccanica, elettroidraulica, laser o ultrasonica.

Chirurgia aperta

La chirurgia aperta per la rimozione dei calcoli renali è oggi raramente praticata, grazie all’avanzamento delle tecniche meno invasive.

Tuttavia, in casi selezionati, come calcoli di dimensioni estremamente grandi o in presenza di anomalie anatomiche, può essere necessario ricorrere a un intervento chirurgico aperto per rimuovere i calcoli.

Interventi accessori 

In caso di calcolosi ureterale o renale associata ad ostruzione del deflusso urinario con infezione, è opportuno temporeggiare con il trattamento del calcolo per evitare il peggioramento dell’infrazione, ma occorre ripristinare il deflusso dell’ urina con carattere di urgenza.

Questo scopo viene realizzato con il posizionamento di una endoprotesi ureterale (denominata in gergo “doppio J), che consiste in un piccolo tubo che dal rene drena le urine fino in vescica aggirando l’istruzione del calcolo (che verrà poi rimosso a infezione risolta). 

Il medesimo dispositivo viene generalmente posizionato al termine degli interventi di rimozione del calcolo, a protezione del rene e dell’uretere per qualche giorno/settimana. 

Considerazioni post-operatorie e follow-up

Dopo un intervento chirurgico per la rimozione dei calcoli renali, è importante un attento follow-up per monitorare la guarigione, gestire il dolore e prevenire le infezioni.

Inoltre, è fondamentale adottare misure preventive per ridurre il rischio di formazione di nuovi calcoli, come modifiche dietetiche e comportamentali.

Gestione del dolore associato ai calcoli renali

Il dolore associato ai calcoli renali, spesso descritto come estremamente intenso, può avere un impatto significativo sulla qualità della vita del paziente.

La gestione efficace del dolore è quindi un aspetto importante del trattamento della nefrolitiasi.

Dolore associato ai calcoli renali

Di seguito vengono esplorate le opzioni farmacologiche e non farmacologiche per il controllo del dolore, nonché l’importanza del supporto psicologico.

Opzioni farmacologiche per il controllo del dolore

Le opzioni farmacologiche per il controllo del dolore associato ai calcoli renali includono:

Analgesici non oppioidi: Farmaci come il paracetamolo o gli anti-infiammatori non steroidei (FANS), come l’ibuprofene, sono spesso la prima linea di trattamento per il dolore lieve o moderato.

Antispastici: Medicinali come la butilscopolamina possono essere utilizzati per alleviare il dolore causato dalle contrazioni muscolari dell’uretere nella risposta al calcolo.

Analgesici oppioidi: Per il dolore severo, possono essere prescritti oppioidi, come il morfina o l’ossicodone, sotto stretto controllo medico a causa del rischio di dipendenza e effetti collaterali.

Alfa-bloccanti: Farmaci come la tamsulosina possono essere utilizzati per facilitare il passaggio dei calcoli attraverso l’uretere, riducendo così il dolore e accelerando l’espulsione del calcolo.

Terapie farmacologiche per la gestione del dolore nei calcoli renali

Tecniche non farmacologiche: termoterapia, idroterapia e tecniche di rilassamento

Oltre alle opzioni farmacologiche, esistono diverse tecniche non farmacologiche che possono aiutare a gestire il dolore:

Termoterapia: L’applicazione di calore, come con un cuscinetto termico, sulla zona lombare può aiutare a ridurre il dolore e il disagio.

Idroterapia: L’immersione in acqua calda o l’uso di getti d’acqua possono avere un effetto rilassante sui muscoli e aiutare a gestire il dolore.

Tecniche di rilassamento: Metodi come la respirazione profonda, la meditazione e lo yoga possono aiutare a ridurre lo stress e il dolore attraverso il rilassamento del corpo e della mente.

Importanza del supporto psicologico e dell’educazione del paziente

Il supporto psicologico è un elemento fondamentale nella gestione del dolore cronico o ricorrente. La consulenza psicologica o la terapia cognitivo-comportamentale possono aiutare i pazienti a sviluppare strategie per affrontare il dolore e l’ansia associati ai calcoli renali.

L’educazione del paziente è altrettanto importante; comprendere la natura del dolore e le strategie per gestirlo può ridurre la paura e l’ansia, migliorando la qualità della vita e l’aderenza al trattamento.

Approfondimenti e confronti tra le terapie

La gestione dei calcoli renali è un campo complesso che richiede un’attenta valutazione dei diversi approcci terapeutici disponibili.

La scelta del trattamento più appropriato dipende da numerosi fattori, tra cui le dimensioni, la composizione e la posizione dei calcoli, nonché le condizioni generali del paziente e le sue preferenze personali.

In questa sezione, si discute l’efficacia dei vari trattamenti e si esaminano le loro limitazioni e le prospettive future.

Confronto tra i diversi approcci terapeutici

I trattamenti medici non invasivi, come la litotrissia extracorporea a onde d’urto (ESWL) e la farmacoterapia, sono spesso preferiti per calcoli di dimensioni minori e per pazienti che desiderano evitare procedure chirurgiche.

L’ESWL, in particolare, ha dimostrato di essere efficace per calcoli inferiori ai 20 mm, ma la sua efficacia diminuisce per calcoli di dimensioni maggiori o in posizioni anatomiche sfavorevoli.

I trattamenti chirurgici, come la nefrolitotomia percutanea (PCNL) e l’ureteroscopia, sono generalmente riservati a calcoli più grandi o a quelli che non rispondono ai trattamenti non invasivi.

La PCNL è particolarmente efficace per calcoli di grandi dimensioni o calcoli staghorn, mentre l’ureteroscopia è preferita per calcoli situati nell’uretere.

Valutazione critica dei trattamenti non invasivi e delle loro limitazioni

Sebbene i trattamenti non invasivi siano meno traumatici e associati a tempi di recupero più brevi, presentano alcune limitazioni. Ad esempio, l’ESWL può richiedere più sedute per ottenere la completa frammentazione del calcolo e non è sempre efficace per calcoli duri o molto grandi.

Inoltre, i trattamenti non invasivi possono non essere adatti a pazienti con determinate condizioni mediche o anomalie anatomiche.

Infine, durante la fase di espulsione dei frammenti, possono insorgere coliche subentranti e i frammenti litiasici possono impilarsi e creare un’istruzione ureterale. 

Considerazioni sulle nuove ricerche e potenziali sviluppi futuri

La ricerca continua a esplorare nuove strategie per migliorare la gestione dei calcoli renali. I progressi nella tecnologia delle onde d’urto potrebbero aumentare l’efficacia e ridurre gli effetti collaterali dell’ESWL.

Allo stesso modo, lo sviluppo di nuovi dispositivi endoscopici e tecniche laser potrebbe migliorare l’efficacia e la sicurezza dell’ureteroscopia e della PCNL.

La ricerca sui trattamenti medici si sta concentrando anche sull’identificazione di nuovi farmaci che possano prevenire la formazione di calcoli o facilitarne l’espulsione.

La comprensione dei meccanismi molecolari e genetici alla base della nefrolitiasi potrebbe portare allo sviluppo di terapie personalizzate basate sul profilo genetico e metabolico del paziente.

Conclusioni

In questo articolo, abbiamo esaminato i fattori di rischio, le strategie preventive, i trattamenti non invasivi e chirurgici, e la gestione del dolore associati alla nefrolitiasi.

Abbiamo discusso come i fattori di rischio per la formazione di calcoli renali includano aspetti dietetici, genetici, ambientali e di stile di vita, e come la prevenzione possa essere attuata attraverso l’idratazione, una dieta equilibrata e modifiche comportamentali.

Abbiamo inoltre esplorato le opzioni di trattamento non invasivo, come la litotrissia extracorporea e l’uso di agenti fitoterapici, e abbiamo evidenziato il ruolo cruciale del medico di medicina generale nel follow-up dei pazienti.

L’approccio terapeutico alla nefrolitiasi deve essere personalizzato e può variare da trattamenti conservativi a interventi chirurgici, a seconda delle caratteristiche specifiche del calcolo e delle condizioni del paziente.

La gestione del dolore, sia attraverso opzioni farmacologiche che non farmacologiche, è essenziale per migliorare la qualità della vita dei pazienti.

L’importanza di un approccio olistico nella gestione della nefrolitiasi è fondamentale. Questo dovrebbe includere non solo il trattamento dei calcoli esistenti ma anche la prevenzione delle recidive attraverso l’educazione del paziente e l’adozione di uno stile di vita sano.

Il supporto psicologico gioca un ruolo importante nel gestire l’ansia e il dolore cronico associati a questa condizione.

Infine, è evidente la necessità di ulteriori ricerche per ottimizzare la prevenzione e il trattamento dei calcoli renali. La ricerca futura dovrebbe concentrarsi sullo sviluppo di nuove tecnologie e farmaci, sulla comprensione dei meccanismi patogenetici della malattia e sull’identificazione di strategie personalizzate basate sul profilo di rischio individuale.

Questo non solo migliorerà l’efficacia del trattamento ma contribuirà anche a ridurre l’incidenza e l’impatto della nefrolitiasi sulla popolazione.


Domande frequenti

Cosa sono i calcoli renali e perché si formano?

I calcoli renali, o nefrolitiasi, sono aggregati cristallini che si formano all’interno del sistema urinario, principalmente nei reni. La loro formazione è legata a una combinazione di fattori genetici, dietetici, ambientali e metabolici.

Quali sono i principali fattori di rischio per la formazione dei calcoli renali?

I principali fattori di rischio includono la disidratazione, diete ricche di sale, zuccheri e proteine animali, obesità, alcune condizioni mediche come iperparatiroidismo, malattie renali e disturbi metabolici, oltre a una predisposizione genetica. Condizioni ambientali e uno stile di vita sedentario possono anche aumentare il rischio.

Come si possono prevenire i calcoli renali?

La prevenzione dei calcoli renali si basa su una corretta idratazione e una dieta equilibrata, con un ridotto consumo di sale e proteine animali e un’adeguata assunzione di frutta e verdura. Un’adeguata idratazione aiuta a ridurre la concentrazione di sostanze litogene nelle urine, mentre una dieta equilibrata può ridurre il rischio di formazione dei calcoli.

Quali sono i trattamenti non invasivi per i calcoli renali?

I trattamenti non invasivi includono la litotrissia extracorporea a onde d’urto (ESWL), che utilizza onde d’urto per frantumare i calcoli in frammenti più piccoli, e la chemiolisi strumentale, che utilizza soluzioni chimiche per dissolvere i calcoli. Questi trattamenti sono particolarmente efficaci per calcoli di dimensioni inferiori a 20 mm e possono richiedere più sedute per ottenere risultati ottimali.

Come viene gestito il dolore associato ai calcoli renali?

Il dolore causato dai calcoli renali può essere intenso e richiede un’adeguata gestione farmacologica e non farmacologica. Farmaci come antinfiammatori non steroidei (FANS) e oppioidi possono essere usati per il dolore intenso, mentre tecniche non farmacologiche come termoterapia e idroterapia possono aiutare a ridurre il dolore e il disagio.


Riferimenti


Autore

Dottor Massimiliano Timpano urologo e andrologo

Dr Massimiliano Timpano

Urologo e Andrologo

Specialista in Urologia e perfezionato in Andrologia e Medicina della Riproduzione con il conseguimento di Master universitari di II livello presso l’Università degli Studi di Torino.

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