Cheloide e trattamento della cicatrice cheloidea

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Il cheloide è una cicatrice ipertrofica che si forma dopo una ferita, caratterizzata da un eccesso di tessuto cicatriziale che cresce oltre i margini della ferita originale. A differenza delle cicatrici ipertrofiche, i cheloidi tendono a persistere e a crescere nel tempo, spesso causando prurito, dolore e alterazioni estetiche, e possono richiedere trattamenti specifici per ridurre le dimensioni e migliorare l’aspetto.

La cicatrice rappresenta il normale processo di riparazione di un tessuto leso a seguito di trauma o intervento chirurgico ma, in alcuni casi, può esitare in una cicatrizzazione distrofica chiamata cheloide. 

Punti chiave 

Il cheloide è una cicatrice anomala che cresce oltre i margini della ferita, senza regressione spontanea e tende a espandersi nel tempo.

La causa è sconosciuta, ma età giovane, genetica, fototipo scuro, ormoni, sesso femminile e sede della ferita aumentano il rischio di cheloidi.

Il trattamento dei cheloidi è complesso e con alta recidiva; solo silicone e corticosteroidi hanno efficacia clinicamente dimostrata.

In urologia e andrologia, i cheloidi post-operatori possono causare disagi estetici e funzionali, richiedendo cure mirate e personalizzate.

Che cos’è il cheloide?

Il cheloide è definito come una proliferazione disorganizzata di tessuto cicatriziale che si estende oltre i margini della ferita iniziale e non presenta tendenza alla regressione spontanea ma piuttosto all’espansione progressiva nel tempo.

Compare nel 5-15% delle ferite cutanee e può associarsi ad intenso eritema, prurito, aumentata sensibilità locale e/o dolore.

In andrologia, è di particolare interesse il cheloide al pene.

Quali sono le cause del cheloide?

La causa è tuttora sconosciuta ma sicuramente svolgono un ruolo importante fattori di rischio come la giovane età, la predisposizione genetica, il fototipo V-VI di Fitzpatrick, il sesso femminile, lo stato ormonale (pubertà e gravidanza), la tipologia di trauma (es. ustioni) e soprattutto la sede anatomica (collo, spalle, lobo auricolare e regione sternale sono regioni ad alto rischio).

La terapia del cheloide

Nonostante le ampie possibilità terapeutiche il cheloide resta una lesione tipicamente refrattaria al trattamento, presentando al tempo stesso un alto tasso di recidiva.

Le terapie attualmente a disposizione del medico sono molteplici e variamente efficaci ma, ad oggi, una terapia efficace nel 100% dei casi non è ancora disponibile. Le più usate sono:

  • Cure termali
  • Antidolorifici/antiepilettici per la gestione del dolore
  • Massoterapia ripetuta più volte al giorno/Fisioterapia attiva e/o passiva
  • Trattamento Laser
  • Crioterapia (efficacia del 51-74%)
  • Radioterapia a basse dosi (recidiva nel 50-100% dei casi)
  • Infiltrazione locale con corticosteroidi
  • Applicazione di indumenti elasto-compressivi in continuo (ove possibile)
  • Applicazione di prodotti in gel di silicone o cerotto
  • Revisione chirurgica con escissione completa

Solamente i prodotti in silicone (efficacia nel 60-99% dei casi) e le iniezioni intralesionali di corticosteroidi (efficacia nel 50-99% dei casi) sono trattamenti per i quali sussistono evidenze scientifiche sufficienti a giustificarne l’uso clinico.

Le restanti terapie, seppur valide, presentano un’efficacia interindividuale estremamente variabile e pertanto ogni caso deve essere attentamente valutato allo scopo di individuare la metodica più appropriata in un’ottica di medicina individualizzata e di precisione.

La prevenzione

La miglior arma rimane comunque la prevenzione, da attuare immediatamente a guarigione avvenuta, mediante quattro punti fondamentali:

  1. Massoterapia quotidiana
  2. Protezione dai raggi UV
  3. Idratazione più volte al giorno
  4. Occlusione della cicatrice con gel o lamine di silicone

Che rilevanza hanno in urologia e andrologia il cheloide e la cicatrice cheloidea

Il cheloide e la cicatrice cheloidea possono avere una rilevanza significativa in urologia e andrologia, soprattutto in relazione agli interventi chirurgici e alle procedure invasive che coinvolgono la regione genitale o urinaria. 

Questi tipi di cicatrici rappresentano una risposta anomala del tessuto cutaneo alla guarigione, caratterizzata da una crescita eccessiva di tessuto fibroso oltre i margini della ferita originale.

Rilevanza in Urologia

  • Interventi chirurgici: In urologia, le cicatrici cheloidee possono formarsi dopo interventi come la circoncisione, la chirurgia del pene, l’uretroplastica o altre procedure che coinvolgono la pelle della regione genitale o perineale. La formazione di un cheloide potrebbe causare disfunzioni estetiche e funzionali, come dolore, prurito o tensione nella zona interessata.
  • Complicazioni post-operatorie: La presenza di cheloidi può complicare il recupero post-chirurgico, rendendo necessari ulteriori trattamenti per migliorare l’aspetto della cicatrice o alleviare i sintomi associati.
Cheloide e cicatrice cheloidea in urologia - Infografica

Rilevanza in Andrologia

  • Implicazioni estetiche e psicologiche: In andrologia, i cheloidi possono avere un impatto significativo sull’autostima e sulla percezione corporea del paziente, specialmente quando interessano il pene o lo scroto. Questo può influire negativamente sulla vita sessuale e sulla qualità di vita complessiva.
  • Procedure estetiche e funzionali: Gli uomini con cicatrici cheloidee potrebbero richiedere trattamenti specifici per migliorare l’aspetto estetico delle cicatrici o per risolvere eventuali problemi funzionali derivanti da esse.

Gestione dei Cheloidi

Il trattamento dei cheloidi in queste discipline può includere:

  • Farmaci topici o iniettabili: Corticosteroidi o altri farmaci per ridurre l’infiammazione e il volume del cheloide.
  • Terapie fisiche: Compressione, crioterapia o laserterapia per migliorare l’aspetto della cicatrice.
  • Chirurgia correttiva: In alcuni casi, può essere necessaria la rimozione chirurgica del cheloide, anche se c’è rischio di recidiva.
  • Prevenzione: Nei pazienti predisposti alla formazione di cheloidi, si possono adottare tecniche chirurgiche specifiche per minimizzare il rischio di cicatrici anomale.

Conclusioni

Si può quindi concludere che i cheloidi e le cicatrici cheloidee sono rilevanti in urologia e andrologia sia dal punto di vista estetico sia funzionale. La loro gestione richiede un approccio multidisciplinare per garantire risultati ottimali.

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Autore

Dottor Andrea Parisi chirurgo plastico
Dottor Andrea Parisi
Chirurgo plastico

Medico Chirurgo, Specializzato in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica. È membro della SICPRE (Società Italiana Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica) e responsabile regionale del PSG (Progetto Sicpre Giovani) per la scuola di specializzazione di chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica dell’università di Torino.

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