Cheloide e trattamento della cicatrice cheloidea

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La cicatrice rappresenta il normale processo di riparazione di un tessuto leso a seguito di trauma o intervento chirurgico ma, in alcuni casi, può esitare in una cicatrizzazione distrofica chiamata cheloide. 

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Che cos’è il cheloide?

Il cheloide è definito come una proliferazione disorganizzata di tessuto cicatriziale che si estende oltre i margini della ferita iniziale e non presenta tendenza alla regressione spontanea ma piuttosto all’espansione progressiva nel tempo.

Compare nel 5-15% delle ferite cutanee e può associarsi ad intenso eritema, prurito, aumentata sensibilità locale e/o dolore.

In andrologia, è di particolare interesse il cheloide al pene.

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Quali sono le cause del cheloide?

La causa è tuttora sconosciuta ma sicuramente svolgono un ruolo importante fattori di rischio come la giovane età, la predisposizione genetica, il fototipo V-VI di Fitzpatrick, il sesso femminile, lo stato ormonale (pubertà e gravidanza), la tipologia di trauma (es. ustioni) e soprattutto la sede anatomica (collo, spalle, lobo auricolare e regione sternale sono regioni ad alto rischio).

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La terapia del cheloide

Nonostante le ampie possibilità terapeutiche il cheloide resta una lesione tipicamente refrattaria al trattamento, presentando al tempo stesso un alto tasso di recidiva.

Le terapie attualmente a disposizione del medico sono molteplici e variamente efficaci ma, ad oggi, una terapia efficace nel 100% dei casi non è ancora disponibile. Le più usate sono:

  • Cure termali
  • Antidolorifici/antiepilettici per la gestione del dolore
  • Massoterapia ripetuta più volte al giorno/Fisioterapia attiva e/o passiva
  • Trattamento Laser
  • Crioterapia (efficacia del 51-74%)
  • Radioterapia a basse dosi (recidiva nel 50-100% dei casi)
  • Infiltrazione locale con corticosteroidi
  • Applicazione di indumenti elasto-compressivi in continuo (ove possibile)
  • Applicazione di prodotti in gel di silicone o cerotto
  • Revisione chirurgica con escissione completa

Solamente i prodotti in silicone (efficacia nel 60-99% dei casi) e le iniezioni intralesionali di corticosteroidi (efficacia nel 50-99% dei casi) sono trattamenti per i quali sussistono evidenze scientifiche sufficienti a giustificarne l’uso clinico.

Le restanti terapie, seppur valide, presentano un’efficacia interindividuale estremamente variabile e pertanto ogni caso deve essere attentamente valutato allo scopo di individuare la metodica più appropriata in un’ottica di medicina individualizzata e di precisione.

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La prevenzione

La miglior arma rimane comunque la prevenzione, da attuare immediatamente a guarigione avvenuta, mediante quattro punti fondamentali:

  1. Massoterapia quotidiana
  2. Protezione dai raggi UV
  3. Idratazione più volte al giorno
  4. Occlusione della cicatrice con gel o lamine di silicone

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Conclusioni

In Androteam ci occupiamo di tutto ciò che concerne la salute genitale maschile a 360 gradi.

Tra le aree di consulenza correlate, c’è quella di chirurgia plastica, a cui è possibile accedere direttamente presso il nostro Medical Center di Torino.

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Autore

Dottor Andrea Parisi chirurgo plastico
Dottor Andrea Parisi
Chirurgo plastico

Medico Chirurgo, Specializzato in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica. È membro della SICPRE (Società Italiana Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica) e responsabile regionale del PSG (Progetto Sicpre Giovani) per la scuola di specializzazione di chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica dell’università di Torino.

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