Quando c’è un problema di erezione, molti pazienti si chiedono quali esami fare prima della visita uro-andrologica.
Gli accertamenti più utili possono riguardare la valutazione metabolica, ormonale e vascolare, con eventuale approfondimento cardiologico in presenza di fattori di rischio. Gli esami non sostituiscono la visita, ma possono aiutare lo specialista a ottimizzare tempi, diagnosi e percorso terapeutico.
Indice

Punti chiave
La disfunzione erettile può dipendere da fattori metabolici, ormonali, vascolari o cardiovascolari, spesso anche combinati tra loro.
Gli esami del sangue più utili servono a valutare glicemia, diabete, colesterolo, trigliceridi, funzione epatica, funzione renale e profilo ormonale.
L’ecodoppler penieno dinamico e la valutazione cardiologica non sono sempre il primo passaggio, ma diventano importanti quando si sospetta una causa vascolare o un rischio cardiovascolare.
Perché fare gli esami prima della visita per disfunzione erettile
La domanda è molto frequente: “Dottore, prima di venire a fare una visita, quali esami posso fare o devo fare per valutare il mio deficit erettile?”.
È una domanda corretta, perché nella gestione complessiva della valutazione uro-andrologica alcuni esami possono aiutare a ottimizzare la visita, razionalizzare gli incontri e orientare meglio il ragionamento diagnostico.
Quando c’è un disturbo dell’erezione, infatti, non bisogna pensare solo al sintomo in sé. L’erezione dipende da un equilibrio complesso tra circolazione sanguigna, ormoni, metabolismo, sistema nervoso, condizioni generali di salute e componenti psicologiche.
In questo articolo ci concentriamo sugli esami da fare per la disfunzione erettile quando l’obiettivo è valutare soprattutto il profilo metabolico, ormonale e vascolare.

Esami del sangue per disfunzione erettile
Quando un paziente si presenta per la prima volta con un problema di erezione, una delle prime cose da valutare è il suo stato ematochimico generale. In parole semplici, si tratta di esami del sangue che permettono di capire se ci sono fattori di rischio metabolici o vascolari che possono incidere sulla funzione erettile.
Tra gli elementi principali da controllare ci sono:
- glicemia;
- emoglobina glicata
- colesterolo;
- trigliceridi;
- funzione epatica;
- funzione renale.
La glicemia è importante perché non è raro diagnosticare un diabete in un paziente che si presenta per deficit erettile e che non sa ancora di avere un’alterazione metabolica. Il diabete, infatti, può interferire con la salute dei vasi sanguigni e dei nervi coinvolti nell’erezione.
Colesterolo e trigliceridi, se alterati, possono dare la cosiddetta dislipidemia. La dislipidemia è un fattore di rischio per alterazioni delle pareti dei vasi sanguigni e può quindi contribuire a un problema di tipo vascolare.
Anche la funzione epatica e la funzione renale hanno un ruolo nella valutazione generale. Fegato e reni, a diverso titolo, possono intervenire nel funzionamento dell’organismo e nel metabolismo di alcune sostanze, compresi alcuni ormoni. Per questo la valutazione ematochimica di routine deve tenere conto anche di questi aspetti.
Esami ormonali per disfunzione erettile
Insieme alla valutazione ematochimica di base, spesso si associa la parte ormonale. Esistono deficit erettili che hanno una causa ormonale, perché gli ormoni costituiscono una sorta di base su cui l’erezione si innesta.
Per usare un’immagine semplice: se questa base non è solida, anche il palazzo costruito sopra tenderà a essere instabile. Per questo, quando si parla di esami ormonali per disfunzione erettile, il primo dato da valutare è il testosterone totale.
Testosterone totale e testosterone libero
L’esame principale è il testosterone totale. È importante non confonderlo con il testosterone libero.
Il testosterone libero è la parte biologicamente attiva del testosterone, ma i mezzi di dosaggio comunemente utilizzati possono dare una misurazione non affidabile del testosterone libero. Per questo, nella valutazione iniziale, ciò che di solito va dosato è il testosterone totale.
Questo non significa che la quota libera non abbia importanza. Significa piuttosto che, mettendo insieme alcuni dati di laboratorio, è possibile calcolare in modo più attendibile la quota di testosterone libero attraverso formule specifiche.
PER APPROFONDIRE – Che cos’è il testosterone e che funzioni ha
Prolattina, LH, SHBG e TSH
Oltre al testosterone totale, nella valutazione ormonale possono essere richiesti altri esami, tra cui:
- prolattina;
- LH, cioè ormone luteinizzante;
- SHBG, cioè Sex Hormone Binding Globulin;
- TSH, cioè ormone tireostimolante.
La SHBG è una proteina che lega gli ormoni sessuali e aiuta a interpretare meglio il quadro ormonale complessivo. LH e prolattina possono aiutare a capire se esistono alterazioni dell’asse ormonale che regola la produzione di testosterone.
Molto spesso si aggiunge anche il TSH, perché anche la tiroide può avere una responsabilità, diretta o indiretta, su alcuni casi di deficit erettile. Non significa che ogni disfunzione erettile sia causata dalla tiroide, ma che la funzione tiroidea può rientrare nel ragionamento diagnostico quando il quadro clinico lo suggerisce.
Ecodoppler penieno dinamico: quando serve
La valutazione ematochimica e ormonale aiuta a capire se ci sono elementi metabolici o endocrini che possono contribuire alla disfunzione erettile. Quando invece si sospetta una causa vascolare, può essere utile una valutazione più approfondita della dinamica dell’erezione.
In questi casi si può ricorrere all’ecodoppler penieno dinamico. Si tratta di un esame spesso definito di secondo livello, cioè un accertamento più approfondito rispetto agli esami iniziali.
L’ecodoppler penieno dinamico viene eseguito direttamente sul pene e combina due componenti:
- la parte ecografica;
- la parte doppler.
L’ecografia permette di osservare la struttura del pene: i corpi cavernosi, la tunica albuginea, l’eventuale presenza di fibrosi, placche calcifiche o alterazioni delle pareti dei vasi sanguigni.
Il Doppler, invece, permette di valutare in modo più accurato come circola il sangue nelle arterie del pene e come defluisce attraverso le vene.
Perché l’ecodoppler deve essere dinamico
L’ecodoppler penieno viene definito dinamico perché l’esame deve valutare il pene durante una risposta erettile.
In condizioni di flaccidità, le arterie cavernose del pene sono molto sottili e possono essere quasi impercettibili a un esame ecografico. Per vedere bene le pareti dei vasi sanguigni e il loro lume interno è quindi necessario ottenere una vasodilatazione.
Questa vasodilatazione viene indotta attraverso l’iniezione di un farmaco direttamente nel pene. La puntura viene percepita generalmente come un piccolo pizzicotto, legato all’ingresso di un ago molto sottile.
Le informazioni ottenute sono importanti perché permettono di valutare:
- i flussi sanguigni raggiunti;
- il tipo di erezione ottenuta;
- il tempo con cui avvengono le modificazioni vascolari;
- la risposta del tessuto erettile al farmaco.
Se la circolazione funziona bene, la risposta tende a essere rapida e adeguata. Se invece esistono alterazioni vascolari, la risposta può essere più lenta, incompleta o comunque non coerente con un normale funzionamento emodinamico.
Per questo l’ecodoppler penieno dinamico può essere molto utile quando si vuole studiare con precisione la componente vascolare della disfunzione erettile.
Deficit erettile e visita cardiologica
Un’altra domanda frequente è: “Devo fare anche la visita cardiologica? I farmaci per l’erezione possono fare male al cuore?”.
È importante chiarire bene questo punto. La valutazione cardiologica può essere utile soprattutto quando sono presenti fattori di rischio cardiovascolare. Per esempio:
- pressione alta;
- dislipidemia;
- diabete o alterazioni metaboliche complesse;
- familiarità per malattie coronariche;
- altri fattori di rischio vascolare noti.
In questi casi ha senso valutare il rischio cardiovascolare, perché molto spesso il deficit erettile può essere anche un sintomo spia di malattie vascolari più generali, che coinvolgono diversi distretti dell’organismo, compreso il cuore.
La circolazione del pene è una circolazione di tipo terminale. I vasi sanguigni del pene sono piccoli, sottili e delicati. Per questo possono manifestare un danno prima di altri distretti corporei, come le coronarie, che hanno un calibro maggiore.
In altre parole, un danno a livello vascolare penieno può precedere di alcuni anni un danno a livello coronarico, soprattutto nei pazienti con fattori di rischio. Non significa che ogni uomo con disfunzione erettile abbia una malattia cardiaca, ma significa che il sintomo non va banalizzato, in particolare quando si inserisce in un quadro metabolico o cardiovascolare già a rischio.
Quali esami fare prima della visita uro-andrologica
In estrema sintesi, gli esami da fare per disfunzione erettile prima della visita possono includere:
- esami ematochimici di routine;
- esami metabolici, come glicemia, colesterolo e trigliceridi;
- valutazione della funzione epatica e renale;
- esami ormonali, in particolare testosterone totale, prolattina, LH, SHBG ed eventualmente TSH;
- eventuale ecodoppler penieno dinamico;
- eventuale valutazione cardiologica in presenza di fattori di rischio.
La parola “eventuale” è importante. Non tutti i pazienti hanno bisogno degli stessi accertamenti, e non tutti gli esami devono essere fatti in modo automatico. La scelta dipende dall’età, dalla storia clinica, dai sintomi, dai fattori di rischio e dal sospetto diagnostico.
Per questo il riferimento resta sempre il medico uro-andrologo di fiducia, che può indicare quali esami siano davvero utili nel singolo caso e come interpretarli correttamente.
Domande frequenti
È normale fare esami del sangue per la disfunzione erettile?
Sì, è normale. Gli esami del sangue aiutano a valutare fattori metabolici e vascolari come glicemia, diabete, colesterolo e trigliceridi, che possono contribuire al deficit erettile.
Il testosterone libero va sempre dosato?
Non necessariamente. Nella valutazione iniziale è più utile dosare il testosterone totale; la quota libera può essere calcolata in modo più attendibile integrando altri valori, come la SHBG.
L’ecodoppler penieno dinamico fa male?
L’esame prevede una piccola puntura con ago molto sottile per indurre la vasodilatazione. In genere viene percepita come un pizzicotto rapido, ma permette di ottenere informazioni importanti sulla circolazione del pene.
La disfunzione erettile può essere un segnale di problemi al cuore?
In alcuni casi sì, soprattutto se sono presenti ipertensione, diabete, dislipidemia, familiarità cardiovascolare o altri fattori di rischio. Il deficit erettile può essere un sintomo spia di alterazioni vascolari più generali e va valutato con attenzione.
Autore

Dr Massimiliano Timpano
Urologo e AndrologoSpecialista in Urologia e perfezionato in Andrologia e Medicina della Riproduzione con il conseguimento di Master universitari di II livello presso l’Università degli Studi di Torino.
Approfondimenti e articoli scientifici:
- European Association of Urology, “Management of erectile dysfunction”, EAU Guidelines on Sexual and Reproductive Health. Le linee guida indicano che la valutazione della disfunzione erettile comprende anamnesi, esame obiettivo, esami metabolici come glicemia/HbA1c e profilo lipidico, testosterone totale al mattino e, quando indicato, test diagnostici specifici come l’ecodoppler penieno dinamico.
- American Urological Association, “Erectile Dysfunction: AUA Guideline”. La linea guida AUA raccomanda una valutazione clinica completa e il dosaggio del testosterone totale mattutino negli uomini con disfunzione erettile.
- Köhler TS et al., “The Princeton IV Consensus Recommendations for the Management of Erectile Dysfunction and Cardiovascular Disease”, Mayo Clinic Proceedings, 2024. Il documento aggiorna il rapporto tra disfunzione erettile e rischio cardiovascolare, sottolineando l’importanza della stratificazione del rischio nei pazienti con sospetta componente vascolare.
