È stato recentemente pubblicato su una prestigiosa rivista internazionale un articolo che affronta uno dei temi più spinosi in ambito di medicina della riproduzione, la criptozoospermia, con particolare riferimento alle tecniche di fecondazione assistita in pazienti criptozoospermici.
Indice
Riferimento: Testicular sperm extraction for men with cryptozoospermia – are we jumping the gun?

Sintesi dell’articolo
La criptozoospermia è una condizione in cui gli spermatozoi possono essere rilevati solo attraverso un’analisi approfondita del pellet spermatico, dopo che un’analisi del liquido seminale di routine non ha rilevato alcun spermatozoo.
L’iniezione intracitoplasmatica di spermatozoi (ICSI) può aiutare questi pazienti criptozoospermici a superare i loro problemi di infertilità. L’ICSI può essere effettuata con spermatozoi eiaculati o testicolari ottenuti mediante tecniche chirurgiche di recupero degli spermatozoi (SSR), ognuna delle quali presenta vantaggi e svantaggi.
Nella gestione dei pazienti criptozoospermici, è necessario prima indagare sulla possibilità di migliorare il numero e la qualità degli spermatozoi in base alle eziologie. L’SSR fa parte della gestione, ma comporta anche rischi potenziali. Il vantaggio dell’SSR è che gli spermatozoi ottenuti tramite SSR nei pazienti criptozoospermici tendono a dare risultati migliori quando utilizzati per l’ICSI.
Tuttavia, oltre all’onere fisico, l’SSR presenta anche potenziali svantaggi, come il trauma psicologico associato alla chirurgia in alcuni pazienti, la necessità di ulteriori finanziamenti per l’intervento chirurgico e l’immaturità degli spermatozoi.
Secondo studi recenti, l’ICSI utilizzando spermatozoi testicolari da pazienti criptozoospermici fornisce tassi migliori di gravidanza e di nati vivi, oltre a un tasso di aborto spontaneo inferiore. Alcuni studi contraddicono questi risultati, ostacolando la possibilità di fornire una risposta definitiva su questo argomento.
La review che commentiamo in questo articolo presenta i risultati dell’ICSI con spermatozoi eiaculati o testicolari, prelevati da pazienti criptozoospermici, e discute i risultati degli studi comparativi, evidenziando le possibili ragioni dietro alle discrepanze.
Criptozoospermia: definizione, cause e gestione clinica
La criptozoospermia è una condizione caratterizzata dalla presenza di spermatozoi nel liquido seminale solo dopo che il campione è stato centrifugato.
A causa della bassissima concentrazione di spermatozoi, questi non vengono rilevati durante l’analisi di routine, ma si concentrano nel campione solo dopo la centrifugazione.
Questa condizione ha una prevalenza relativamente alta nella popolazione infertile, con stime globali che suggeriscono che fino al 10% degli uomini infertili potrebbe esserne affetto.
Le cause della criptozoospermia sono spesso sconosciute, ma possono includere fattori ormonali, la presenza di un varicocele grave, trattamenti precedenti per malattie oncologiche, tra altre possibili condizioni. Quando non è possibile identificare una causa specifica, la criptozoospermia viene definita idiopatica.
Approccio alla Fecondazione Assistita
La criptozoospermia rappresenta un grave fattore di infertilità maschile, e la principale modalità di gestione della riproduzione in questi casi è la fecondazione assistita, in particolare tramite l’iniezione intracitoplasmatica di spermatozoi (ICSI).
L’ICSI comporta l’iniezione di un singolo spermatozoo direttamente all’interno dell’ovocita. Tuttavia, non sempre, nel giorno della procedura, è possibile ottenere un campione di spermatozoi sufficientemente maturo e numeroso da consentire una selezione adeguata.
Scegliere tra spermatozoi eiaculati e spermatozoi recuperati chirurgicamente
In presenza di criptozoospermia, la scelta degli spermatozoi da utilizzare per l’ICSI è un argomento complesso.
Gli specialisti uro-andrologi, in collaborazione con ginecologi della riproduzione, devono decidere se utilizzare spermatozoi eiaculati, anche se pochi, o se preferire il recupero degli spermatozoi direttamente dai testicoli tramite procedure chirurgiche.
Questo approccio si basa sull’ipotesi che gli spermatozoi testicolari possano avere una maturità superiore, specialmente per quanto riguarda la qualità del DNA spermatico, poiché si ritiene che la criptozoospermia possa essere associata a immaturità nel processo di produzione e trasporto degli spermatozoi.
Tecniche Chirurgiche di Recupero degli Spermatozoi (SSR)
Le tecniche di recupero chirurgico degli spermatozoi (SSR) includono:
TESE (Testicular Sperm Extraction): Prelievo degli spermatozoi direttamente dal tessuto testicolare tramite una biopsia.
TESA (Testicular Sperm Aspiration): Aspirazione degli spermatozoi dai testicoli con un ago sottile.
MESA (Microsurgical Epididymal Sperm Aspiration): Aspirazione degli spermatozoi dall’epididimo utilizzando tecniche microchirurgiche per ridurre i danni ai tessuti.
PESA (Percutaneous Epididymal Sperm Aspiration): Aspirazione percutanea degli spermatozoi dall’epididimo mediante un ago sottile.
Queste tecniche vengono selezionate in base alla condizione del paziente e alla valutazione clinica, considerando i vantaggi e gli svantaggi di ciascuna.
Ad esempio, la TESE e la micro-TESE sono spesso preferite per la loro capacità di recuperare spermatozoi maturi con un minor grado di frammentazione del DNA, migliorando potenzialmente i tassi di fertilizzazione e di successo complessivo delle procedure ICSI.
Controversie e decisioni cliniche
La decisione tra l’uso di spermatozoi eiaculati o recuperati chirurgicamente è dibattuta, in quanto le tecniche SSR sono più invasive rispetto alla semplice raccolta di spermatozoi tramite masturbazione.
Gli studi degli ultimi dieci anni suggeriscono che gli spermatozoi recuperati dai testicoli possono avere un danno minore alla struttura del DNA, riducendo la frammentazione e migliorando i tassi di successo della fertilizzazione, dell’impianto embrionale e del tasso di nati vivi.
Tuttavia, i dati disponibili non sono sempre statisticamente robusti, e alcune ricerche presentano risultati contrastanti.
In conclusione: le coppie
La gestione della criptozoospermia richiede un’analisi attenta dei rischi e delle cause, con l’obiettivo di ottimizzare i parametri seminali attraverso terapie mediche e chirurgiche.
La decisione su quale metodo utilizzare per il recupero degli spermatozoi dovrebbe essere presa in collaborazione con la coppia, considerando anche la salute riproduttiva della partner femminile, compresi età, riserva ovarica e qualità ovocitaria.
È fondamentale contestualizzare le decisioni sulla base dei dati della letteratura scientifica e delle specificità della coppia in trattamento, per offrire una gestione personalizzata e ottimale dell’infertilità legata alla criptozoospermia.
Domande frequenti
Cos’è la criptozoospermia e quali sono le sue cause?
La criptozoospermia è una condizione in cui gli spermatozoi sono presenti nel liquido seminale solo dopo centrifugazione a causa di una concentrazione estremamente bassa. Le cause possono essere ormonali, legate a varicocele grave, terapie oncologiche pregresse o risultare idiopatiche.
Come viene trattata la criptozoospermia?
Il trattamento principale è la fecondazione assistita tramite ICSI, che prevede l’iniezione di un singolo spermatozoo nell’ovocita. In alcuni casi, può essere necessario recuperare chirurgicamente gli spermatozoi dai testicoli per migliorare i tassi di successo.
Quali sono le tecniche di recupero chirurgico degli spermatozoi?
Le principali tecniche sono TESE (estrazione di spermatozoi dal tessuto testicolare), TESA (aspirazione testicolare di spermatozoi), MESA (aspirazione microchirurgica dall’epididimo) e PESA (aspirazione percutanea dall’epididimo). Ogni tecnica ha vantaggi specifici e viene scelta in base alla condizione del paziente.
Quali sono i vantaggi del recupero chirurgico rispetto all’uso di spermatozoi eiaculati?
Gli spermatozoi recuperati chirurgicamente tendono a presentare meno danni al DNA, migliorando i tassi di fertilizzazione e il successo della gravidanza. Tuttavia, il recupero chirurgico è più invasivo e può comportare rischi e costi aggiuntivi.
Autore

Dr Massimiliano Timpano
Urologo e AndrologoSpecialista in Urologia e perfezionato in Andrologia e Medicina della Riproduzione con il conseguimento di Master universitari di II livello presso l’Università degli Studi di Torino.
