Protesi peniena: come funziona, costi, controindicazioni

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La protesi peniena appartiene alla categoria dei rimedi meccanici per la disfunzione erettile. Si tratta di una soluzione generalmente proposta quando le terapie farmacologiche e quelle fisiche non sortiscono effetti sufficienti alla risoluzione del deficit.

In questo articolo andremo a definire che cos’è la protesi del pene e quanti tipi ne esistono, come agisce il suo meccanismo (con particolare approfondimento della protesi tricomponente), e daremo una sguardo d’insieme ai vantaggi e agli svantaggi di questo approccio chirurgico.

Analizzeremo infine le caratteristiche dell’intervento di innesto, la gestione del post operatorio, i costi, e la ‘manutenzione’ nel corso del tempo.


Punti chiave 

La protesi peniena è un rimedio meccanico per la disfunzione erettile quando le terapie farmacologiche e fisiche non sono efficaci.

Le protesi gonfiabili permettono di riprodurre gli stati di flaccidità ed erezione del pene attraverso un sistema idraulico tricomponente.

Le protesi non gonfiabili sono costantemente rigide e consentono la penetrazione in ogni momento.

Il costo dell’intervento varia a seconda del tipo di protesi peniena e delle sue caratteristiche, con prezzi che vanno da 12.000 € a circa 22.000 €.

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Cos’è la protesi peniena?

La protesi del pene, o protesi peniena, è un dispositivo meccanico che permette di ripristinare la potenza sessuale in persone che non sono più in grado di avere un’erezione spontanea.

Ci sono svariate cause per cui un uomo può perdere l’erezione ed aver bisogno di ricorrere all’impianto di una protesi peniena.

Tale condizione può essere infatti originata da molti, diversi motivi: 

DA SAPERE – La protesi ripristina il meccanismo interno dell’erezione, mentre la sensibilità esterna del pene e l’emissione del liquido seminale non vengono alterati. 

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Tipi di protesi peniena

Le protesi peniene possono essere distinte in due classi: protesi gonfiabili e protesi non gonfiabili.

Quanto ai risultati, le principali differenze tra le due categorie di protesi sono:

  • di tipo tecnico: la protesi non gonfiabile è sostanzialmente di più facile utilizzo perché sempre ‘pronta all’uso’;
  • di tipo sociale: la protesi gonfiabile, permettendo di riprodurre anche il naturale stato di flaccidità, rende impossibile agli altri accorgersi della sua presenza.

Le protesi gonfiabili

La protesi peniena gonfiabile, definita anche idraulica tricomponente, può mimare uno stato di flaccidità e uno stato di erezione a seconda che essa sia gonfia o no.

Gonfiare una protesi significa far passare un liquido dal serbatoio ai cilindri che vengono posizionati all’interno dei corpi cavernosi del pene. Con il liquido che affluisce nei cilindri, il pene si riempie d’acqua anziché di sangue, e quindi va in erezione.

Questo meccanismo è governato da un attivatore che viene inserito all’interno della borsa scrotale, e il cui schiacciamento attiva l’impianto (cioè il passaggio di acqua dal serbatoio ai cilindri).

Una volta che il rapporto viene completato, lo stesso attivatore viene utilizzato per sgonfiare l’impianto, permettendo all’acqua di compiere il passaggio inverso dai cilindri al serbatoio. La protesi, così, si svuota, e il pene ritorna flaccido.

In sintesi, la protesi peniena gonfiabile permette di mantenere sia lo stato di erezione che quello di flaccidità che il pene, naturalmente, possiede.

Protesi idraulica tricomponente

Le protesi non gonfiabili

La protesi peniena non gonfiabile, altrimenti detta semi-rigida, è costituita da due cilindri di silicone rigido, che, posizionati all’interno dei corpi cavernosi, conferiscono al pene una rigidità tale da consentire la penetrazione in ogni momento.

Il pene, cioè, è in perenne stato di erezione.

Questo non vuol dire che il paziente senta sempre uno stato di eccitazione; vuol dire invece che il suo pene è costantemente in grado di iniziare un rapporto penetrativo.

La particolarità della protesi non gonfiabile è quella di avere un’anima malleabile alla base, che permette al pene di essere riposto nel cavo dell’inguine, al di sopra dello scroto, di lato alla radice.

Il vantaggio della protesi non gonfiabile è che non essendo un dispositivo meccanico a più componenti non corre sostanzialmente dei rischi di rottura, il posizionamento è più rapido, e l’utilizzo relativamente più agevole.

Protesi peniena malleabile

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Come funziona la protesi peniena tricomponente?

La protesi idraulica tricomponente è un dispositivo meccanico che viene inserito all’interno dei corpi cavernosi del pene ed è completamente invisibile all’esterno.

La protesi peniena gonfiabile riproduce uno stato di erezione ed uno stato di flaccidità grazie ad un dispositivo molto sofisticato fatto di tre componenti. Viene chiamata protesi idraulica tricomponente ed è costituita da un circuito chiuso fatto di due cilindri di silicone che vanno ad occupare l’interno dei corpi cavernosi. 

Immaginate il pene fatto come un binocolo: ciascuno dei due cilindri dell’organo può essere occupato con uno di questi tubi di silicone, che si riempiono di acqua proveniente da un serbatoio posizionato vicino alla vescica, all’interno dell’addome.

Il liquido dal serbatoio passa ai tubi della protesi attraverso quella che in gergo viene definita pompetta. Si tratta di un attivatore (che viene inserito all’interno dello scroto in mezzo ai due testicoli), la cui pressione fa passare l’acqua dal serbatoio ai due cilindri nei corpi cavernosi, che aumentano la loro consistenza e conferiscono la rigidità al pene.

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L’intervento di inserimento della protesi peniena

L’intervento di innesto ha la durata di un’ora circa, viene svolto in anestesia spinale, e richiede una notte soltanto di ricovero.

Il taglio viene generalmente eseguito tra i testicoli e il pene, attraverso un’incisione del tutto invisibile che non lascia nessuna traccia.

La convalescenza è molto breve, e i tempi di recupero complessivamente rapidi: nel giro di un mese e mezzo circa si può riprendere ad avere una vita sessuale attiva, con un’erezione ripristinata al 100% e nessuna alterazione del piacere, dell’orgasmo e dell’emissione del liquido seminale

Il principale rischio è quello di infezione della protesi, che ne richiede l’immediata rimozione. Tale complicanza è tuttavia molto bassa, quantificabile in 1 ogni 1.000 impianti.

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Pro e contro della protesi peniena

Volendo riassumere, in estrema sintesi, il quadro complessivo di vantaggi e svantaggi della protesi del pene, possiamo fare queste considerazioni:

Pro

  • Soluzione definitiva di qualunque deficit erettile
  • Rimangono inalterati i meccanismi dell’orgasmo, del piacere, dell’emissione del liquido seminale
  • Nessun limite di utilizzo (= di rapporti che si possono avere)
  • Bassissimo numero di complicanze dell’intervento
  • Nel caso di protesi gonfiabile, perfetta riproduzione dei naturali stati di flaccidità ed erezione del pene, in base alle esigenze

Contro

  • Per i pazienti ancora in grado di avere una erezione spontanea, perdita di questa capacità (interamente sostituita dall’attivazione meccanica dell’erezione)
  • Nel caso di protesi non gonfiabile, possibili problemi sociali legati allo stato permanente di rigidità del pene

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Infografica sulla protesi peniena tricomponente

Infografica protesi peniena

Infografica by Luca Filippa e Marco Lana

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Domande frequenti

Quanto costa l’intervento di innesto di protesi peniena?

Il costo dell’innesto varia a seconda del tipo di protesi peniena (gonfiabile o non gonfiabile) e delle caratteristiche del modello (rivestito di antibiotico oppure no). Si potrà quindi stare in un range che varia dai 12.000 € per le protesi non gonfiabili fino a circa 22.000 € per i modelli gonfiabili di ultimissima generazione (considerando un ‘pacchetto’ comprensivo di spese per esami, clinica, equipe).

Che tipo di utilizzo si può fare della protesi peniena?

L’erezione, con la protesi peniena, diventa meccanica. Non è più il cervello, con l’eccitazione sessuale, a far partire l’erezione a livello del pene, ma è l’impianto a governare la rigidità dello stesso. Questo significa che la protesi modifica la modalità di avere un rapporto ma non la soddisfazione e le sensazioni derivanti, con la conseguenza che, trattandosi di un processo puramente meccanico, non ci sono veri e propri limiti all’utilizzo dell’impianto protesico.

Che durata nel tempo ha un impianto protesico?

L’impianto protesico non gonfiabile ha una durata sostanzialmente indefinita, cioè non ha necessità di essere sostituito o sottoposto a manutenzione. In questo caso, il rischio di una rottura meccanica è quasi inesistente. L’impianto gonfiabile, essendo un impianto pluricomponente meccanico, ha invece un rischio di rottura: questo viene calcolato in un 5% nel periodo di 5 anni dall’intervento. In questi casi si rende necessaria una revisione, cioè la sostituzione del pezzo che si è rotto.

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Conclusioni

La protesi peniena è, a tutti gli effetti, il rimedio definitivo alla disfunzione erettile. Chi decide di ricorrere a questo tipo di approccio porrà termine in modo ultimo a qualunque problema di impotenza.

I benefici sono significativi. E riguardano sia la sfera fisica del paziente, non più costretto a seguire terapie farmacologiche o cicli di cure fisiche (come le onde d’urto), che quella psicologica, eliminando completamente il concetto di ansia da prestazione.

In Androteam ci dedichiamo alla salute sessuale a 360 gradi, e forniamo un approccio specialistico alla problematica della disfunzione erettile.

In particolare, ci occupiamo di chirurgia protesica dai primi anni ‘80. È allora che il professor Dario Fontana, ai tempi direttore del professor Luigi Rolle, importò dagli USA la tecnica di impianto, seguendone tutti i successivi sviluppi tecnologici.

È possibile contattarci per:

oppure lasciare considerazioni e domande nei commenti qui sotto: risponderemo a tutti.

Ultima revisione dell’articolo: 29/06/2023


Autore

Dottor Massimiliano Timpano urologo e andrologo

Dr Massimiliano Timpano

Urologo e Andrologo

Specialista in Urologia e perfezionato in Andrologia e Medicina della Riproduzione con il conseguimento di Master universitari di II livello presso l’Università degli Studi di Torino.


6 commenti su “Protesi peniena: come funziona, costi, controindicazioni”

    • Buonasera, Gaetano. Chi sceglie il posizionamento della protesi gonfiabile generalmente lo fa per continuare ad avere un naturale stato di flaccidità e di erezione quando serve. Nulla vieta tuttavia di mantenere la protesi sempre attiva, quindi con il pene sempre rigido. Bisogna però fare attenzione che la attivazione duratura della protesi non eserciti una pressione eccessiva sugli apici cavernosi, cosa che potrebbe compromettere la tenuta della protesi e portare a dei tentativi di estrusione. Il nostro consiglio, in ogni caso, è di mantenere la protesi disattivata quando non ha rapporti.

      Rispondi
      • La protesi ripristina al 100% la rigidità del pene. L’erezione pertanto è completa, rigida, duratura e stabile. Si può dire addirittura meglio di prima!

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  1. Mi Scusi dottore, sarei interessato all’inserimento di una protesi peniena tricomponente per una IPP. Ho 33 anni e comincio ad avere problemi a mantenere l’erezione dopo 5 anni di patologia diagnosticata. Non ho curvature particolari e il pene rimane sostanzialmente in asse (se non una leggera curvatura verso l’alto a metà dell’asta circa). Il mio riservo all’intervento riguarda esclusivamente le dimensioni del pene post-protesi. Al momento ho un pene di 10,0 cm in stato di flaccidità e di 15 cm in erezione. Ho letto in vari articoli e pubblicazioni che in seguito all’inserimento della protesi si può avere un importante riduzione soprattutto della lunghezza del pene (che diventerà circa pari alla lunghezza del pene flaccido “stirato”, che però nel mio caso non arriva nemmeno a 12 cm per la scarsa elasticità dei tessuti). Il mio medico mi ha riferito però che esistono al momento delle protesi di ultima generazione che consentono un ripristino quasi totale della lunghezza del pene anche in erezione (con un recupero di lunghezza compreso tra il 10 e il 20%). Mi conferma l’esistenza di questa possibilità? Secondo la Sua esperienza è possibile minimizzare la perdita della lunghezza a 0,5-1,0 cm?

    Grazie

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    • Gentile lettore, la tecnologia protesica ci supporta oggi in modo ottimale, grazie a modelli di impianti che aumentano la dimensione sia in larghezza che in lunghezza. A tal proposito, può visionare il nostro video sul canale YT che mostra nel dettaglio queste differenze. Inoltre, in casi di IPP, dove la retrazione dei tessuti è il problema principale, è possibile eseguire una terapia di preparazione all’intervento che migliora la qualità e l’elasticità dei tessuti, in modo da recuperare in partenza maggior dimensione. Si tratta della terapia rigenerativa con i fattori di crescita associata allo stretching penieno con vacuum device. Sono a disposoizione per approfondire questi discorsi in presenza.

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