Idrocele al testicolo – Come si cura? Quando operare?

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Le tumefazioni testicolari rappresentano uno dei motivi di maggiore apprensione per i pazienti, perché spesso si associa il gonfiore dello scroto al tumore del testicolo.

Tuttavia queste tumefazioni, nella maggior parte dei casi, non sono minimamente correlabili con un tumore.

Una delle cause più frequenti di ingrossamento dello scroto è l’idrocele testicolare. In questo articolo ne forniamo una panoramica completa, definendo caratteristiche, sintomi e terapie.


Punti chiave 

L’idrocele è una raccolta di liquido all’interno (del sacco scrotale) della sacca che avvolge il testicolo, chiamata vaginale del testicolo, solitamente causata da un’infiammazione dovuta a infezioni o sforzi fisici.

Sebbene l’idrocele non rappresenti un rischio per la salute del testicolo, può diventare problematico quando la sua dimensione cresce al punto da interferire con le attività quotidiane o l’esercizio fisico.

Questa condizione viene corretta attraverso un intervento chirurgico chiamato resezione della tunica vaginale, che prevede l’incisione e la rimozione della sacca contenente il liquido.

Cos’è l’idrocele?

L’idrocele è una raccolta di liquido all’interno della sacca che avvolge il testicolo che causa un rigonfiamento dello scroto.

Si tratta di un disturbo che può verificarsi a qualsiasi età, ma è particolarmente comune nei neonati e negli uomini di età superiore ai 40 anni.

L’idrocele primario, solitamente congenito e presente nei neonati, si differenzia dall’idrocele secondario che si sviluppa più tardi nella vita, spesso a causa di traumi, infezioni o patologie di vario tipo.

Può essere monolaterale, interessando solo un lato, o bilaterale, interessando entrambi i testicoli.

Cenni di anatomia

Lo scroto è il nostro contenitore dei testicoli. Questi sono avvolti dalla tunica vaginale, una membrana che può essere paragonata alla fodera che noi mettiamo intorno ad un cuscino per proteggerlo e ripararlo.

La tunica vaginale funziona nello stesso modo: è una guaina di rivestimento che avvolge sia il testicolo che l’epididimo all’interno dello scroto, e che quindi assicura la scorrevolezza e la mobilità del testicolo nella borsa scrotale.

Per molte ragioni, generalmente di tipo infiammatorio dopo un’infezione o uno sforzo,  può capitare che il liquido contenuto all’interno della sacca che riveste il testicolo aumenti, causando l’ingrossamento dello scroto.

Manifestazioni dell’idrocele

L’unico sintomo tipico dell’idrocele è un rigonfiamento non doloroso dello scroto.

In alcuni casi, soprattutto negli adulti, la dimensione dell’idrocele causa disagio. A seconda della grandezza e della posizione, infatti, può interferire con le attività sportive e quotidiane.

Cosa fare?

Sebbene l’idrocele testicolare nei neonati tenda a risolversi spontaneamente, negli adulti la situazione potrebbe richiedere un trattamento chirurgico, soprattutto in presenza di sacche di grandi dimensioni.

Cause dell’idrocele

Esaminare le cause è utile per capire come si sviluppa tale condizione e come è possibile prevenirla o gestirla. 

Cause nei neonati

Nei neonati, l’idrocele è spesso un disturbo congenito, ed è conosciuto come idrocele primitivo. Si verifica quando c’è un mancato riassorbimento del fluido nelle sacche che si formano durante lo sviluppo dei testicoli nel feto, o a causa della mancata chiusura del dotto peritoneo-vaginale.

Questo disturbo è piuttosto comune nei neonati e spesso scompare senza necessità di trattamento.

Cause negli adulti

Negli adulti, l’idrocele è generato da una serie di fattori. Nella nostra pratica clinica sono due le casistiche più frequenti.

Da un lato il cosiddetto idrocele idiopatico, in cui non c’è una causa scatenante vera e propria.

Generalmente si tratta di quelle condizioni secondarie a sforzi cronici ed esercizi fisici intensi, che causano infiammazione a livello genitale. Non è infrequente che si manifesti anche senza una causa apparente.

In questi casi l’idrocele tende a crescere in molti mesi, se non addirittura in molti anni, senza dare dolore o particolari sintomi.

L’altra causa frequente di insorgenza di idrocele, anche in tempi brevi, è quella secondaria ad un intervento chirurgico a livello inguinale.

Due tipicamente sono le condizioni che possono dare questa conseguenza: la riparazione di un’ernia inguinale oppure la legatura chirurgica del varicocele.

Quando si ripara un’ernia si pratica un’incisione a livello inguinale, e si inserisce una retina di protezione del canale inguinale per rinforzare la parete di questa struttura. Può capitare che la fibrosi legata a questa retina alteri anche la circolazione linfatica. Quindi i liquidi che normalmente dal testicolo vengono drenati verso l’inguine possono ‘ingolfarsi’, causando l’aumento della dimensione dello scroto.

Allo stesso modo può succedere che dopo una legatura chirurgica – l’intervento tradizionale che si faceva molti anni fa per la correzione del varicocele – si leghino, insieme alle vene spermatiche e alle vene del varicocele, anche i vasi linfatici che passano nel funicolo spermatico. Questo, nello stesso modo dell’ernia, può contribuire a ridurre la circolazione dei tessuti linfatici di drenaggio, facendo aumentare nel tempo la quantità di liquido all’interno dello scroto.

Sintomi dell’idrocele

Riconoscere i sintomi è il primo passo per una corretta diagnosi e un tempestivo trattamento. Sebbene l’idrocele possa spesso essere indolore, presenta segni distintivi che aiutano a identificarlo.

Il sintomo principale: gonfiore testicolare

Il sintomo più evidente dell’idrocele è un rigonfiamento dello scroto, causato dall’accumulo di liquido attorno al testicolo.

Il rigonfiamento può essere più evidente al termine della giornata o dopo periodi di attività fisica prolungata.

Altri sintomi 

Alcuni adulti sperimentano altri sintomi associati all’idrocele del testicolo. Questi possono includere un senso di pesantezza nello scroto, disagio quando si indossano abiti aderenti o durante le attività fisiche, e un senso di pressione alla base del pene.

In rari casi, l’idrocele causa arrossamento dello scroto.

A differenza di altre condizioni che possono causare gonfiore testicolare, l’idrocele è di solito indolore. 

Impatto dell’idrocele sulla salute e sulla vita quotidiana

L’idrocele non è generalmente considerato una condizione pericolosa, ma impatta sulla qualità di vita in determinate circostanze. 

Pericolosità

L’idrocele non interferisce con la funzione sessuale o la fertilità. Tuttavia, in casi rari, esiste l’eventualità che alteri lo sviluppo del testicolo, soprattutto se è presente da quando il soggetto è neonato.

Inoltre, anche se l’idrocele non è di per sé un problema per la salute del testicolo, nel caso diventasse di dimensioni significative andrebbe monitorato in modo più approfondito.

Condizioni correlate

Come abbiamo visto, l’idrocele non ha tratti di particolare pericolosità in sé. Tuttavia può essere associato a condizioni clinicamente rilevanti come un’infezione, un tumore o un’ernia inguinale.

In casi del genere, esso non è la causa primaria del problema, ma piuttosto un sintomo di una condizione sottostante, che va individuata.

Impatto sulla vita quotidiana

Un idrocele testicolare di grandi dimensioni causa disagio fisico e interferisce con le attività quotidiane, come camminare o fare esercizio.

Inoltre, se il rigonfiamento diventa visibile può indurre imbarazzo o preoccupazione, influenzando la qualità della vita di un individuo.

Prevenzione 

L’idrocele è una condizione che, a seconda della sua origine, può essere difficile da prevenire. Analizziamo le principali casistiche.

Idrocele congenito: prevenzione non possibile

L’idrocele congenito, ovvero quello presente fin dalla nascita, non ha modo di essere prevenuto.

Si manifesta a causa di processi naturali durante lo sviluppo del feto, e non è correlato a fattori ambientali o comportamentali.

Idrocele acquisito: prevenzione possibile

Diversamente dall’idrocele congenito, l’idrocele acquisito può essere, in alcuni casi, prevenuto.

Questa forma di idrocele si sviluppa molto spesso a seguito di un trauma o di un’infiammazione del testicolo.

Può quindi essere utile proteggere lo scroto in certe situazioni, ad esempio indossando un’adeguata protezione durante attività fisiche ad alto rischio. Inoltre, una buona igiene intima aiuta a prevenire infezioni che causano infiammazioni del testicolo.

Se, da un lato, la prevenzione non è sempre possibile, dall’altro una diagnosi tempestiva è importante per gestire questa condizione e ridurne l’impatto sulla vita quotidiana. 

Diagnosi 

La diagnosi di idrocele testicolare è un processo che comprende l’anamnesi, l’esame obiettivo e una serie di esami diagnostici. 

Esame fisico e anamnesi

Il primo passo nell’iter diagnostico è un esame fisico con un’attenta anamnesi del paziente.

Durante l’esame fisico, il medico controllerà eventuali gonfiori o alterazioni dello scroto. L’anamnesi è utile a identificare traumi, infezioni o altre condizioni che potrebbero aver causato il rigonfiamento.

Translucenza

La translucenza è un esame specifico che permette di distinguere un idrocele da altre tipologie di tumefazioni scrotali.

Durante questo test, il medico illumina lo scroto con una fonte di luce. Se la luce passa attraverso lo scroto, ciò indica la presenza di un idrocele, dal momento che la luce non attraverserebbe una massa solida, come un tumore.

Esami strumentali

Gli esami del sangue e delle urine possono essere utilizzati per identificare infezioni o altre condizioni mediche correlate all’idrocele.

Questi test non possono diagnosticare direttamente l’idrocele testicolare, ma sono in grado di fornire informazioni preziose per escludere altre possibili cause del gonfiore.

L’ecografia scrotale, infine, è uno strumento diagnostico spesso utilizzato per identificare con precisione la raccolta di liquido attorno al testicolo.

Trattamento dell’idrocele

La gestione dell’idrocele varia in base alla gravità dei sintomi, all’età del paziente e alla presenza di complicazioni potenziali.

Analizziamo le opzioni di trattamento disponibili.

Osservazione nei bambini

Nei bambini, l’idrocele tende a scomparire spontaneamente nel giro di un anno.

Pertanto, a meno che non si presentino complicazioni, come un’ernia inguinale o un dolore significativo, l’approccio più comune è l’osservazione. Ciò permette al medico di monitorare l’idrocele nel tempo per vedere se si risolve da solo.

Auto-risoluzione negli adulti

Anche negli adulti, se i sintomi sono irrilevanti, il trattamento potrebbe non essere necessario.

Alcuni idrocele possono risolversi da soli nel giro di qualche mese. Tuttavia, è fondamentale continuare a monitorare qualsiasi cambiamento nello scroto e consultare un medico se i sintomi peggiorano.

Aspirazione del liquido

In alcuni casi, il medico può decidere di rimuovere la presenza di liquido attraverso l’aspirazione. Questa procedura viene generalmente eseguita solo se il paziente non è un buon candidato per l’intervento chirurgico, dal momento che l’idrocele ricomparirà dopo l’aspirazione.

Tale approccio, come si può intuire, è del tutto inefficace.

Infatti, se noi aspiriamo con una siringa il liquido contenuto nello scroto, questo nel giro di pochissimi giorni tenderà a ricrearsi e a riformare l’idrocele esattamente nello stesso modo.

Idrocele come si cura

Chirurgia

La resezione della tunica vaginale è un intervento chirurgico utilizzato per trattare l’idrocele di grandi dimensioni o molto dolorosi.

Il chirurgo drena il liquido e rimuove la sacca che lo contiene per prevenire la ricomparsa dell’idrocele. 

Analizziamo in maggiore dettaglio la procedura.

La resezione della tunica vaginale

L’idrocelectomia (o resezione della tunica vaginale) è un intervento chirurgico che prevede il drenaggio del liquido in eccesso presente nello scroto e la rimozione della sacca che lo contiene, ovvero la tunica vaginale.

Rappresenta l’unico modo per correggere definitivamente una condizione di idrocele testicolare.

La chirurgia riduce il gonfiore e il dolore associati all’idrocele. L’intervento viene eseguito in regime di day hospital, con anestesia spinale.

Quando è necessaria?

La resezione della tunica vaginale è spesso consigliata quando l’idrocele testicolare è di dimensioni significative, causa un notevole disagio o dolore, o se vi è il rischio che possa compromettere la salute del testicolo.

Deve anche essere considerata se l’idrocele si ripresenta dopo un tentativo di aspirazione del liquido.

Il periodo post-operatorio

Generalmente a seconda del volume di liquido che viene evacuato, il medico decide se far passare una notte in osservazione al paziente oppure se dimetterlo in giornata. Questo perché maggiore è la dimensione dell’idrocele, più alte sono le probabilità di avere un ematoma nei giorni successivi.

NOTA – Per idroceli molto grandi noi preferiamo lasciare un drenaggio all’interno della borsa scrotale che viene tenuto per la notte dopo l’intervento. L’indomani mattina viene tolto il drenaggio, si medica e il paziente viene dimesso.

Dopo un intervento di resezione della tunica vaginale, si raccomanda un periodo di riposo di almeno sette-dieci giorni (con utilizzo di ghiaccio, antidolorifici e antibiotici) per minimizzare il rischio di complicazioni, come ematomi e infezioni.

Durante il periodo di convalescenza, il paziente deve evitare attività fisiche intense e seguire attentamente le istruzioni del medico per la cura della ferita e per il controllo del dolore.

Con questo intervento e il successivo corretto decorso post-operatorio siamo sicuri di ripristinare la morfologia e il volume dello scroto senza correre il rischio di recidive in futuro.


Domande frequenti

Come faccio a sapere se ho un idrocele?

Se si sospetta di avere un idrocele, bisogna cercare un gonfiore indolore o un senso di peso nello scroto, che potrebbe variare nel corso della giornata. Per una diagnosi definitiva, è necessario sottoporsi ad una visita medica.

Cosa succede se non si cura l’idrocele?

Se l’idrocele testicolare non viene trattato, può crescere fino a diventare molto grande, causando disagio o dolore, e interferendo con le attività quotidiane o con l’esercizio fisico. Tempi e modalità di questi sviluppi variano in base alla causa dell’idrocele.

Quanto dura il dolore dopo l’intervento di idrocele?

Il dolore dopo un intervento di resezione della tunica vaginale varia da persona a persona, ma in genere si risolve entro una settimana o due. Nei primi giorni successivi alla chirurgia si fa uso di ghiaccio, antidolorifici e antibiotici per minimizzare il rischio di complicazioni, come ematomi e infezioni.

Qual è la differenza tra idrocele e varicocele?

L’idrocele e il varicocele sono due condizioni distinte che possono causare gonfiore nello scroto: l’idrocele è caratterizzato dall’accumulo di liquido nel sacco scrotale che circonda il testicolo, mentre il varicocele si riferisce all’infiammazione e all’ingrossamento delle vene presenti nel cordone spermatico, responsabili dello scarico venoso del testicolo.


Conclusioni

L’idrocele del testicolo è una condizione comune che, sebbene innocua, spesso causa disagio significativo, in termini di fastidio fisico e preoccupazione emotiva. 

Per effettuare una diagnosi di idrocele al testicolo e valutare l’iter terapeutico più appropriato al caso specifico, consultare uno specialista andrologo è sempre la via consigliata.

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Risorse correlate


Autore

Dottor Massimiliano Timpano urologo e andrologo

Dr Massimiliano Timpano

Urologo e Andrologo

Specialista in Urologia e perfezionato in Andrologia e Medicina della Riproduzione con il conseguimento di Master universitari di II livello presso l’Università degli Studi di Torino.


2 commenti su “Idrocele al testicolo – Come si cura? Quando operare?”

  1. Spiegazione ampia ed esauriente. Io 84enne, purtroppo, è da circa un anno che mi sottopongo a semestrali eco-testicoli per controllare la situazione idrocelica (ndr.) con risultati, definirei, ambigui, ossia il curante non mi suggerisce nessuna alternativa risolutoria del problema ; anche perchè le strutture Sanitarie offrono tempi di cura lunghi ed incerti.,

    Rispondi
    • Gentile lettore, se la situazione è stabile e la diagnosi di idrocele è corretta, non è di nessuna utilità fare delle ecografie testicolari semestrali. Se l’idrocele non le dà fastidio e non le impedisce le normali attività (come camminare, stare seduto, accavallare le gambe) non c’è nessun bisogno di intervenire chirurgicamente.

      Rispondi

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