Metodi contraccettivi – Cosa sono, quanti ne esistono, come sceglierli

|

Un metodo contraccettivo è una strategia utilizzata per prevenire gravidanze indesiderate o non programmate. 

Esso può essere chimico, di barriera, basato su dispositivi intrauterini o ormonali. Deve essere sicuro, efficace e reversibile. 

In questo articolo verranno analizzati i metodi contraccettivi a disposizione delle coppie, il loro funzionamento e la loro efficacia.

Nella nostra guida alla contraccezione per l’uomo verranno invece presi in esame i metodi prettamente di parte maschile.



Punti chiave 

Un metodo contraccettivo ha lo scopo di prevenire efficacemente una gravidanza non programmata o desiderata. Deve essere sicuro e reversibile.

Esistono quattro categorie di contraccettivi: metodi chimici, metodi di barriera, metodi con dispositivi intrauterini, metodi ormonali.

La scelta del metodo contraccettivo più adatto alla coppia va fatta insieme al proprio medico.

Cosa sono i metodi contraccettivi?

Un metodo contraccettivo ha lo scopo di prevenire efficacemente una gravidanza non programmata o desiderata. Oltre ad essere efficace, un metodo di contraccezione ideale dovrebbe inoltre essere sicuro (privo di effetti collaterali) e reversibile, cioè capace di ripristinare la fertilità alla sospensione dello stesso.

La scelta del contraccettivo giusto per la coppia deve essere accuratamente discussa con il proprio medico. I metodi contraccettivi sono infatti molteplici.

Possiamo suddividerli nelle loro categorie principali:

  • METODI CONTRACCETTIVI CHIMICI
  • METODI CONTRACCETTIVI DI BARRIERA
  • METODI CONTRACCETTIVI CON DISPOSITIVI INTRAUTERINI
  • METODI CONTRACCETTIVI ORMONALI

Metodi contraccettivi chimici

SPERMICIDI

Gli spermicidi sono sostanze chimiche (in forma di capsule, ovuli, gelatine, creme) che, a contatto con gli spermatozoi, ne provocano la morte. Sono introdotti profondamente in vagina subito prima del rapporto sessuale, perché la loro efficacia è limitata nel tempo.

Devono essere utilizzati esclusivamente insieme all’utilizzo del preservativo o del diaframma, poiché da soli non danno nessuna sicurezza e hanno un’efficacia molto bassa.

Possono distruggere la naturale flora batterica vaginale, che è necessaria per prevenire e combattere infiammazioni o infezioni.

Non proteggono da malattie sessualmente trasmissibili.

Metodi contraccettivi di barriera

PRESERVATIVO/CONDOM

E’ una sottile guaina di lattice che avvolge completamente il pene in erezione e serve a contenere lo sperma durante l’eiaculazione, evitando il contatto diretto con l’apparato genitale della donna.

La sua efficacia contraccettiva dipende da un corretto posizionamento e utilizzo: deve essere posizionato sul pene al momento di massima erezione, prima di qualsiasi contatto tra i genitali della coppia.

E’ un metodo contraccettivo efficace (2-15% gravidanza inattese in base alla correttezza d’uso) e riduce notevolmente il rischio di contrarre malattie a trasmissione sessuale.

DIAFRAMMA

Il diaframma è una cupola sottile di lattice o silicone (diametro 50-105 mm), montata su un anello flessibile di metallo che viene posizionato sul fondo della vagina, in modo da coprire il tratto superiore della vagina ed impedire agli spermatozoi di penetrarvi.

Il diaframma deve essere posizionato in vagina 2-3 ore prima del rapporto sessuale e deve essere mantenuto in sede per 6-8 ore dopo il rapporto. Va applicato e rimosso ad ogni rapporto sessuale.

Ha un’efficacia contraccettiva medio-alta: la percentuale di fallimenti del diaframma si attesta tra il 6 e il 16%).

Il diaframma può essere utilizzato in associazione ad un prodotto spermicida, in modo da aumentarne l’efficacia contraccettiva.

Non può essere utilizzato in caso di malformazioni della vagina o del collo dell’utero (prolasso uterino, cistocele o rettocele).

Non protegge dalle malattie a trasmissione sessuale.

Metodi contraccettivi con dispositivi intrauterini (o IUD)

IUD NON MEDICATA

Il dispositivo intrauterino o IUD è noto anche con il nome di «spirale» ed è un piccolo oggetto lungo circa 3 cm, costituito da una struttura di plastica a forma di “T”, in grado di veicolare diversi metalli, più comunemente il rame (IUD-Cu).

Viene inserito all’interno dell’utero allo scopo di prevenire l’impianto dell’embrione. La IUD-Cu agisce localmente provocando una reazione da corpo estraneo che ostacola la motilità degli spermatozoi e rende l’utero inadatto all’annidamento dell’embrione nell’utero.

La spirale viene in genere sconsigliata nelle donne senza figli o in caso di restringimento della cervice uterina.

Ha un’efficacia contraccettiva elevata e duratura: la percentuale di gravidanze inattese è dello 0,8-1%.

Una volta inserita svolge un’azione contraccettiva permanente per anni (la durata approvata è dai 2 ai 5 anni). Non richiede alcuna aderenza alla terapia, al contrario della pillola, anello o cerotto che richiedono l’applicazione giornaliera, mensile o settimanale.

L’inserimento viene effettuato dal ginecologo in regime ambulatoriale e non richiede l’utilizzo di alcuna anestesia.

IUD MEDICATA

Questo tipo di dispositivo intrauterino differisce da quello precedentemente descritto in quanto è medicato, cioè contiene un ormone progestinico, levonorgestrel (LNG), che viene rilasciato lentamente e in modo costante (IUD-LNG).

Il LNG modifica il muco cervicale in modo da rendere sfavorevole la penetrazione degli spermatozoi.

  • La mancata efficacia della IUD-LNG è dello 0.2%.

La durata può essere di 3 o 5 anni a seconda della spirale.

Le IUD non proteggono da malattie sessualmente trasmissibili.

Metodi contraccettivi ormonali

La contraccezione ormonale femminile rappresenta attualmente uno dei metodi più efficaci di pianificazione familiare e prevenzione delle gravidanze indesiderate.

La contraccezione ormonale si basa sulla assunzione di ormoni femminili, estrogeni e progestinici che possono essere preparati in diverse formulazioni, dosaggi, associazioni e modalità: pertanto è possibile adattare la terapia in base alle scelte della paziente e della coppia.

La contraccezione ormonale non protegge dalle malattie sessualmente trasmissibili.

PILLOLA ESTRO-PROGESTINICA

La pillola estro-progestinica contiene due ormoni (estrogeni e progestinici) diversamente combinati. Esistono differenti tipi di pillole a seconda della natura degli ormoni di sintesi utilizzati e dei loro dosaggi.

La pillola rappresenta un metodo contraccettivo efficace in quanto blocca l’ovulazione a livello centrale.

L’ipofisi (una ghiandola posta alla base del cervello) produce ormoni che stimolano le ovaie a produrre la cellula uovo (durante il processo dell’ovulazione) che poi è in grado di essere fecondata dallo spermatozoo. La pillola blocca il funzionamento dell’ipofisi che quindi non stimolerà più le ovaie e non avverrà l’ovulazione.

Inoltre modifica la consistenza del muco del canale rendendolo impenetrabile agli spermatozoi e crea un ambiente sfavorevole all’annidamento dell’embrione nell’utero.

La pillola viene assunta per bocca, in modo continuativo ogni giorno per un ciclo di 21, 24 gg al mese (a secondo del preparato). La pillola viene normalmente venduta in confezioni «calendario», che aiutano la donna a controllare l’assunzione quotidiana.

Tra una confezione e l’altra è prevista un’interruzione di alcuni giorni, a secondo del preparato: durante tale interruzione si provoca un sanguinamento simile alle mestruazioni.

La pillola ha un’efficacia molto elevata a condizione che sia successivamente assunta quotidianamente, regolarmente e senza dimenticanze. Essendo assunto per bocca, la pillola risente di variazioni dell’assorbimento intestinale (vomito, diarrea).

La pillola è controindicata in alcune categorie di donne e la scelta prescrittiva va ponderata con il proprio curante.

Infografica disponibilità pillola anticoncezionale nel mondo
Fonte: Statista*

ANELLO VAGINALE e CEROTTO TRANSDERMICO

Per ovviare al rischio di dimenticanze o ritardi di assunzione o a variazioni dell’assorbimento intestinale, esistono due metodi di contraccezione ormonale alternativi, chiamati anello vaginale e cerotto.

L’anello rilascia dosaggi costanti di estrogeni e progestinici ed agisce come la pillola bloccando l’ovulazione a livello centrale.

L’anello viene inserito in vagina e rimosso direttamente dalla donna, una volta a settimana, lo stesso giorno della settimana in cui era stato inserito. Questo va mantenuto per 3 settimane, a cui segue una settimana di intervallo libero da anello, durante la quale compare il flusso simile alla mestruazione.

E’ vantaggioso in quanto riduce la frequenza di somministrazione e le dimenticanze. Questo significa maggiore efficacia contraccettiva rispetto alla via orale.

Il cerotto, le cui dimensioni sono di circa 4,5 cm per lato, si applica sulla cute e rilascia giornalmente la dose di estro-progestinici necessaria per bloccare l’ovulazione.

Il cerotto va applicato su cute pulita e asciutta, priva di microlesioni. Può essere collocato sulla cute di glutei, braccio e spalla o parte bassa dell’addome (non sul seno).

Si utilizzano tre cerotti al mese, con cambio settimanale. Tutti i cerotti vanno applicati e rimossi lo stesso giorno della settimana. Dopo tre settimane, si fa una settimana di pausa senza cerotto, durante la quale compare il flusso simile alla mestruazione.

Le controindicazioni e gli effetti collaterali sono gli stessi della pillola.

TERAPIE ANTICONCEZIONALI MASCHILI

Esistono, poi, pillole anticoncezionali per il maschio che sono in corso di sviluppo e di sperimentazione. Si tratta di terapie farmacologiche su base ormonale o non ormonale. 

L’utilizzo di terapie ormonali, cioè a base di testosterone o di associazioni di testosterone e progestinici, va valutato con lo specialista perché queste hanno potenziali ripercussioni sull’emotività, sui comportamenti e sull’aumento di peso. 

Le strategie terapeutiche non ormonali vanno invece a interferire con lo sviluppo e la maturazione dello spermatozoo lungo tutto l’albero anatomico, a partire dal lobulo del testicolo fino al momento dell’eiaculazione. 

Dati e statistiche sulla contraccezione in Italia

Per concludere, ecco una panoramica di alcune statistiche sull’uso dei sistemi di contraccezione da parte degli italiani (in particolare tra i giovani).

Secondo i dati*, i contraccettivi estrogeno-progestinici di quarta generazione hanno avuto il più alto tasso di consumo di dose definita giornaliera (DDD) per 1.000 abitanti in Italia nel 2021, seguiti da quelli di terza generazione.

Nello stesso anno, i contraccettivi orali d’emergenza hanno avuto il tasso di consumo più basso, con 0,1 DDD per 1.000 abitanti. 

Utilizzo di metodi contraccettivi in Italia, per tipo - Grafico

La seconda statistica mostra la percentuale di giovani adulti che hanno avuto rapporti sessuali senza contraccezione in Italia nel 2019.

Secondo i dati*, la maggior parte degli intervistati (63,3%) ha dichiarato di aver fatto sesso senza contraccezione, mentre il 21,6% dei giovani adulti ha affermato di fare sempre sesso protetto.

Statistica sulla percentuale di giovani  in Italia che non usano metodi di contraccezione

Infine, l’ultima statistica illustra i risultati di un sondaggio sull’uso della contraccezione tra le donne in Italia nel 2019.

Secondo i dati*, la contraccezione ha fatto sì che il 23,3% delle intervistate si sentisse limitato, mentre il 20% delle donne ha definito il controllo delle nascite un fastidio a cui non voleva dedicare molto tempo.

Conoscenza e uso dei sistemi di contraccezione tra le studentesse italiane - Grafico

Domande frequenti

Quanti metodi contraccettivi esistono?

Esistono quattro categorie principali di contraccettivi: metodi chimici, metodi di barriera, metodi intrauterini e metodi ormonali. All’interno di ciascuna categoria sono disponibili diversi tipi di contraccettivi.

Quali sono i metodi contraccettivi per chi non può prendere la pillola?

Le pazienti che non possono assumere estroprogestinici (in forma di pillola, cerotti o anello vaginale) possono in alcuni casi, ad esempio in caso di emicrania, assumere una pillola che contenga solo progesterone, la cosiddetta mini-pillola. 

Le pazienti che possono assumere progesterone ma non estrogeni possono utilizzare, oltre alla mini-pillola, dispositivi a lunga durata d’azione come la spirale medicata, l’impianto sottocutaneo a rilascio di progesterone o il progesterone iniettabile. In tutti i casi, se è controindicata la somministrazione di qualsiasi tipo di ormone, le pazienti possono utilizzare metodi di barriera (condom o diaframma), dispositivi intrauterini (spirale non medicata) o metodi chimici (creme spermicide).

Quali sono i metodi contraccettivi per chi soffre di trombosi?

In caso di trombosi in atto gli unici metodi contraccettivi ammessi sono la spirale non medicata, i contraccettivi di barriera e i metodi chimici. In caso di storia di trombosi sono ammessi i metodi con uso di progesterone (mini-pillola, spirale medicata, impianto sottocutaneo a rilascio di progesterone o progesterone iniettabile) accanto ai metodi non ormonali. La storia familiare positiva per eventi trombotici non è una controindicazione assoluta all’uso di contraccettivi ormonali.


Conclusioni

La scelta del metodo contraccettivo più adatto dipende da molteplici fattori personali, come la salute, lo stile di vita e i desideri futuri della coppia. 

È importante discutere apertamente con il proprio medico per determinare il metodo più adatto alle proprie esigenze.

È possibile contattarci per:

*Fonti


Autrice

Dottoressa Francesca Salvagno ginecologa

Dr.ssa Francesca Salvagno

Ginecologa

Dirigente Medico di Primo Livello presso la Struttura Complessa Ginecologia e Ostetricia 1U del Presidio Ospedaliero Sant’Anna, appartenente alla Città della Salute e della Scienza di Torino.


Lascia un commento

Share to...